sabato, 28 Maggio 2022

Pordenone, Panda travolta dal suv in autostrada: guidatore ai domiciliari per la morte delle due ragazze

Le giovani sono decedute dopo un incidente domenica 30 gennaio sulla A28. L'imprenditore di origini bulgare avrà anche il braccialetto elettronico per evitare il pericolo di fuga.

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“Questo giudice ha dei figli? Questo ora è capace di scappare, ha i mezzi”. Così il padre di una delle due vittime dell’incidente che ha causato la morte delle cugine Jessica Fragasso e Sara Rizzotto commenta la decisione del Gip di Pordenone. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per un imprenditore di origini bulgare di 61 anni. Gli avvocati dell’imprenditore Dimitre Traykov avevano già chiesto una misura cautelare diversa dal carcere nell’udienza di convalida del 2 febbraio. Il Gip ha acconsentito, ma ha richiesto il braccialetto elettronico per eliminare il pericolo di fuga. In attesa che il braccialetto arrivi, l’uomo sarà attenzionato dalle forze dell’ordine.

“Io sono qui con una bimba che non mangia ma vomita soltanto, un’altra con due ferri sulle gambe. Questo è un giudice imparziale? Non abbiamo più speranze. (…) Sono entrambe in osservazione e la situazione non migliora: non ci sono davvero i presupposti per fare ritorno a casa” è, invece, il commento del marito di Sara Rizzotto, che deve anche gestire la vita delle due figlie piccole rimaste orfane.

Nel frattempo, le indagini continuano. Gli inquirenti ritengono che l’imprenditore avesse un complice. Infatti, l’automobilista si è dato alla fuga dopo l’incidente e ha raggiunto la sua abitazione. In più, un’ausiliaria del traffico lo avrebbe visto andarsene a piedi. Chi indaga spesa nei cellulari che sono stati sequestrati all’uomo – ben quattro – per capire se ha chiamato qualcuno dopo lo schianto. Una volta a casa l’imprenditore avrebbe informato la moglie dell’incidente, bevendo poi del vino, almeno secondo la dichiarazione della donna.

Anche il presidente del Veneto Luca Zaia ha voluto commentare la vicenda delle cugine morte a seguito dell’incidente. “Questa tragedia, già così immane, viene vissuta ancora peggio per il fatto che non sia stato preso un provvedimento di custodia cautelare in carcere” conclude Zaia.

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