giovedì, 19 Maggio 2022

World Economic Forum, mano “tesa” di Xi Jinping: la Cina invoca lo stop all’egemonia e bullismo di Stato

"La storia ha dimostrato più e più volte che lo scontro non risolve i problemi, ma induce solo a conseguenze catastrofiche", ha esordito il capo di stato cinese

Da non perdere

Il Presidente della Cina Xi Jinping ha parlato in apertura del World Economic Forum di Davos, ieri 17 gennaio. Durante il suo intervento, ha messo in guardia le nazioni contro il protezionismo. Il segretario del PCC ha parlato di evitare “egemonia e bullismo”, esortando i Paesi a lavorare in modo cooperativo sulle sfide che il mondo si prepara ad affrontare.

Le parole di Xi Jinping

La storia ha dimostrato più e più volte che lo scontro non risolve i problemi, ma induce solo a conseguenze catastrofiche“, ha esordito il capo di stato cinese. “Il protezionismo e l’unilateralismo non possono proteggere nessuno ma – aggiunge – danneggiano solo gli interessi degli altri e i propri”. “Ancora peggio sono le pratiche di egemonia e posizioni di forza”, ha detto Xi. “Naturalmente, i paesi hanno divergenze e disaccordi tra loro, ma un approccio a somma zero che allarghi il proprio guadagno a spese degli altri non aiuterà”Xi Jinping ha anche promesso 1 miliardo di dosi di vaccini per le nazioni che ne hanno bisogno, così da dare corpo alle parole di “solidarietà” recitate.

Tensione tra Cina e Stati Uniti

“I fatti hanno dimostrato, ancora una volta, che, in mezzo ai torrenti furiosi di una crisi globale, i Paesi non viaggiano separatamente su circa 190 piccole imbarcazioni, ma sono piuttosto tutti su una nave gigante su cui ruota il nostro destino comune”. Il segretario del PCC si serve anche di metafore per non puntare direttamente il dito sugli Stati Uniti, da sempre il Paese con il quale gli asiatici si contendono lo “scettro del più forte”. “Le piccole barche potrebbero non sopravvivere, ma una nave gigante è abbastanza forte da affrontare una tempesta”, chiosa così il suo commento che resta pieno di contraddizioni. Proprio la stessa Cina è accusata di forzare il proprio controllo su diversi paesi più piccoli a causa delle sue rivendicazioni territoriali nel Mar Cinese Meridionale. Una faccenda che si lega anche alle tensioni con gli Stati Uniti. La White House ha accusato il governo cinese di attentare alla sovranità, la proprietà intellettuale, il commercio e i diritti umani di Taiwan. Pechino, d’altro canto, ha accusato Washington di essere coinvolta in “manipolazioni politiche ed economiche”.


Ultime notizie