sabato, 22 Gennaio 2022

MED-Dialogues, si apre la conferenza sull’immigrazione: Libia, Palestina e pandemia al centro del vertice

Sono intervenuti anche il ministro Di Maio e il premier Draghi per sottolineare il ruolo dell'Italia nella gestione dei flussi migratori. Per il presidente serve un maggior coinvolgimento di tutti i paesi europei.

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È in corso la conferenza MED-Dialogues promossa dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Istituto per gli studi di politica internazionale (ISPI). “Pensiamo ai flussi di migranti, che molto spesso hanno origine lontano dal mare”, l’intervento in video collegamento del premier Mario Draghi, che ha sottolineato il ruolo del Paese nell’ambito della gestione delle migrazioni. “Da soli non possiamo controllare i movimenti migratori, da inizio di quest’anno 6 volte tanti, rispetto al 2019″. Secondo il presidente del Consiglio “serve un maggior coinvolgimento di tutti i paesi europei, anche nel Mediterraneo”. Da parte sua, “l’Italia continua a promuovere un avanzamento europeo verso una gestione collettiva, in un equilibrio fra responsabilità e solidarietà”. L’obiettivo principale resta “proteggere i più deboli con cordoni umanitari dai paesi più vulnerabili, rafforzare i flussi legali, che sono una risorsa e non una minaccia per la nostra società“.

Sulla Libia, da dove salpano la stragrande maggioranza delle imbarcazioni cariche di profughi, Mario Draghi ha sottolineato l’impegno del Governo nel sostenere il progresso di “transizione e pacificazione” del Paese. “La conferenza di Parigi ha riaffermato l’unità della comunità internazionale attorno a questo obiettivo. Solo un percorso a guida libica può portare a una soluzione della crisi del Paese”. “Le conclusioni hanno richiamato gli attori libici a impegnarsi costruttivamente per un processo elettorale libero, equo, inclusivo e credibile, in vista del voto previsto il 24 dicembre“, in cui, fra i candidati, figura anche il generale Khalifa Haftar. “È altresì prioritario il ritiro di mercenari e combattenti stranieri dal Paese”, ha aggiunto. Alla conferenza è intervenuto anche Luigi Di Maio il quale, sulla gestione dei flussi migratori, bisogna “intensificare il dialogo fra Europa, Nord Africa e Sahel“. Il ministro ha aggiunto che “l’impostazione dell’Italia punta a una gestione dei flussi che sia ferma nel combattere quelli irregolari e i trafficanti che ci speculano, ma ispirata a dialogo e cooperazione”. Secondo il pentastellato, serve “un dialogo sui flussi di oggi, a cominciare dal tema degli accordi di riammissione, ma anche sulle opportunità di una migrazione circolare che potrebbe contribuire, domani, allo stesso sviluppo dei paesi di origine”.

Torna sotto i riflettori del dialogo internazionale anche la questione dell’apartheid in Palestina. “Guardiamo con attenzione al percorso di normalizzazione delle sue relazioni col mondo arabo – ha detto Mario Draghi. Le recenti crisi di Gaza dimostrano la necessità di riavviare gli sforzi internazionali a favore del processo di pace, un cammino che deve portare a una soluzione a due Stati, praticabile, giusta e direttamente negoziata dalle parti coinvolte”.

Tra i temi dei MED-Dialogues anche il Covid-19. “L’Italia ha incessantemente incoraggiato solidarietà e cooperazione internazionale nella lotta alla pandemia. Colmare il gap vaccinale con i Paesi più vulnerabili è un imperativo per raggiungere il 40% della popolazione mondiale immunizzata entro la fine del 2021 e il 70% entro la metà del 2022, come stabilito dalla Dichiarazione di Roma del G20”. Tuttavia, secondo il presidente, gli impegni profusi sono “tuttora insufficienti” e “richiedono un impegno ulteriore di tutta la comunità internazionale”.

 

 

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