giovedì, 9 Dicembre 2021

GP Brasile, dal dominio Ferrari con Schumacher alla beffa di Massa: la F1 fa tappa ad Interlagos

Diciannovesimo GP stagionale nell'ovale Interlagos, tracciato pieno di ricordi per la Ferrari e macchiato dalle perdite di Sperafico, Sondermann e Kunze.

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Quart’ultima gara stagionale della F1 che alberga a San Paolo, la città con la più alta concentrazione di oriundi italiani al di fuori dell’Italia, con Max Verstappen in leggero vantaggio rispetto a Hamilton per la lotta al titolo. Proprio il campionissimo di Stevenage non si vede turbato dai 19 punti che lo separano dall’olandese, nonostante le difficoltà avute in Messico, Lewis suona la carica in Brasile attraverso il ricordo di una leggenda carioca, Ayrton Senna.
Omaggiato anche sui social dalla Mercedes, il pilota scomparso tragicamente il 1 maggio ’94 è stato l’idolo di Hamilton: “Ho iniziato a vederlo correre quando avevo solo 5 anni. Ayrton era il mio preferito: Avevo i suoi libri, i suoi poster, tornavo da scuola e guardavo i suoi video. Il mio sogno da piccolo era essere Superman o Senna”.
Non un weekend come gli altri quindi per il sette volte campione del mondo, che al coinvolgimento della sfera emotiva dovrà aggiungere anche una prestazione super, obbligato dall’alto rendimento e la costanza dimostrata in pista da Verstappen per l’intera stagione.

Le venti monoposto sfrecceranno all’Autodromo José Carlos Pace di Interlagos, un tracciato di forma ovale, lungo 4.309 metri e composto da 15 curve. Il tempo record registrato in gara è di Valterri Bottas nel 2018 con 1’10″540, mentre il miglior cronometro della pista spetta alla qualifica di Hamilton dello stesso anno, 1’07″281.
Peculiarità di Interlagos è la singolare caratteristica di essere percorso in senso anti orario, privilegio che in calendario spetta soltanto a Baku e Imola. Il Gran Premio del Brasile ha purtroppo vissuto giornate nefaste, come nel 2007, quando perse la vita durante la Stock Car Light Rafael Sperafico, ma anche Gustavo Sondermann alla Copa Chevrolet Montana del 2011, così come Paolo Kunze, deceduto nello stesso anno in seguito alle ferite riportante durante una gara di Stock Car.

E l’Italia? L’unica vittoria italiana nella terra del Samba è quella di Giancarlo Fisichella del 2003 alla guida della Jordan-Ford. La Ferrari invece ha cantato vittoria nove volte, con l’ultimo successo risalente al 2017 con Sebastian Vettel.
Ricordi agrodolci per il Cavallino ad Interlagos, con la ferita ancora aperta di Massa del 2008. Campione del mondo con la Rossa per poche curve, la gioia si trasformò in beffa a causa del sorpasso di Hamilton su Glock, lentissimo per via delle gomme da asciutto.
Il primo pilota ad affermarsi fu Fittipaldi nel 1973, il record di successi invece spetta a Michael Schumacher, mattatore nel 1994, 1995, 2000 e 2002.

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