mercoledì, 8 Dicembre 2021

Etiopia, i combattenti del Tigray verso Addis Abeba: il governo proclama stato di emergenza

I combattenti del Tigray hanno conquistato due città strategiche del Paese e si dirigono verso Addis Abeba. Mentre il governo proclama lo stato di emergenza, le Nazioni Unite pubblicano un report sulle atrocità commesse dalle truppe di entrambe le fazioni in conflitto.

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Da mesi l’Etiopia, già martoriata dalla crisi climatica, è teatro di un conflitto che oppone da una parte i militari governativi, sostenuti da forze dell’Eritrea, e i ribelli del Tigray. Martedì il governo è stato costretto a dichiarare lo stato di emergenza nazionale dopo che i combattenti hanno annunciato di aver catturato due città strategiche nella regione di Amhara e di aver preso in considerazione l’idea di marciare su Addis Abeba. La Fana Broadcasting ha riferito che le autorità hanno chiamato il popolo alle armi per difendere la capitale.

Lo stato di emergenza di sei mesi consentirà di istituire posti di blocco, interrompere i servizi di trasporto, imporre il coprifuoco e l’intervento militare in alcune aree della città. Chiunque sia sospettato di avere legami con gruppi “terroristi”, potrebbe essere arrestato senza mandato del tribunale. Il ministro della Giustizia Gedion Timothewos ha annunciato in conferenza stampa che chiunque violi le restrizioni connesse allo stato di emergenza dovrà affrontare da tre a 10 anni di carcere per reati come fornire supporto finanziario, materiale o morale ai “gruppi terroristici”.

La decisione è stata presa dopo che i combattenti del Tingray hanno dichiarato di aver conquistato Dessie e Kombolcha, due città strategiche nella vicina regione di Amhara, a 400 chilometri da Addis Abeba. Secondo quanto riferisce il governo, i soldati stanno ancora combattendo per il controllo delle città, mentre gran parte dell’Etiopia settentrionale è piegata da un blackout delle comunicazioni. L’accesso ai giornalisti è limitato impedendo così ogni verifica di quanto sta avvenendo. Martedì le autorità della capitale hanno detto ai residenti di registrare le armi in loro possesso nei prossimi due giorni e di prepararsi a difendere la città.

Secondo le Nazioni Unite, il conflitto ha innescato una crisi umanitaria; l’ultimo report ha messo in luce gli abusi, le atrocità e i crimini di guerra commessi sia dai combattenti sia dalle truppe governative. Migliaia di persone sono state uccise, più di 1.300 stupri sono stati denunciati alle autorità e quasi tre milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, innescando così un’ulteriore ondata migratoria, oltre a quella causata dalla carestia dovuta alla crisi climatica. La Casa Bianca ha dichiarato che revocherà i privilegi commerciali al Paese in virtù delle “gravi violazioni dei diritti umani riconosciute a livello internazionale”, infliggendo in questo modo un altro duro colpo all’economia del Paese.

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