domenica, 28 Novembre 2021

Cop26, i Governi si riuniscono e giocano a sorte con l’Umanità

Gli incontri tra i vertici del mondo sono diventati solo e soltanto un'occasione per lavarsi le coscienze, per gli annunci delle buone intenzioni mai messe in pratica. Le convenienze economiche prevarranno sempre sugli impegni politici.

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Pre-Cop26, Youth4Climate, G20, Cop26, parole, parole, parole. La verità è che nessuno vuole fare niente. Gli incontri tra i vertici del mondo sono diventati solo e soltanto un’occasione per lavarsi le coscienze, per gli annunci delle buone intenzioni mai messe in pratica. I governi che partecipano al vertice stanno incautamente sfidando la sorte dell’umanità, la nostra sorte.

I paesi firmatari si troveranno a Glasgow dall’1 al 12 novembre, per prendere parte alla Cop26. Ossia, la ventiseiesima Conferenza delle Parti sui cambiamenti climatici, che le Nazioni Unite organizzano da circa 3 decenni allo scopo di riunire quasi tutti i Paesi della Terra per discutere sui cambiamenti climatici.  Sarà l’ultima opportunità del mondo per tenere sotto controllo le conseguenze devastanti dei cambiamenti climatici.

Quest’anno, dovranno spiegare come, al livello nazionale, interverranno per ridurre le emissioni dei gas serra entro il 2030, in linea con l’obiettivo di evitare che la temperatura media globale aumenti di più di 1,5gradi. Stesso copione del 2015: a Parigi, 196 paesi si riunirono per prevedere severi obiettivi e misure concrete per la riduzione.… bla, bla, bla.

Quella che sembrava una svolta storica, è stato un totale fallimento. Sei anni dopo, l’obiettivo si fa sempre più impegnativo e difficile da raggiungere. Infatti, bisognerà ridurre le emissioni globali del 45% rispetto al 2010, sarà praticamente impossibile. Intanto, la linea del termometro si avvicina sempre di più al limite di 1,5gradi e rischia di superarlo.

L’ONU ha pubblicato un’analisi dei piani nazionali che verranno presentati alla Cop26 da parte degli Stati firmatari. Se anche dovessero essere meticolosamente rispettati, gli impegni da adesso al 2030 porteranno ad un aumento della temperatura di 2,7gradi entro la fine del secolo. Siamo spacciati.

Ma in una situazione globale di crisi economica causata dalla pandemia, o per dirla tutta, anche senza nessuna pandemia, le convenienze economiche prevarranno sugli impegni politici. E l’orologio della Terra sulla Union Square di New York, ci ricorda che mancano solo 7 anni, 265 giorni prima dell’inizio della nostra fine.

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