sabato, 4 Dicembre 2021

Von der Lyen vs Polonia: “Non permetteremo che i nostri valori siano messi a repentaglio”

È "profondamente preoccupata" la Presidente della Commissione Europea, la sentenza della Corte costituzionale polacca mette in dubbio la sovranità dei trattati europei. In pratica, le fondamenta della Ue.

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“Non possiamo e non permetteremo che i nostri valori comuni siano messi a repentaglio. La Commissione agirà. E le opzioni sono note a tutti noi. La prima opzione è la procedura di infrazione, in cui si contesta in tribunale la sentenza della Corte Costituzionale polacca”. È profondamente preoccupata la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, riguardo la recente sentenza della Corte costituzionale polacca che mette in dubbio la sovranità dei trattati europei rispetto a quelli degli stati nazionali. “In primo luogo, questa sentenza mette in discussione i fondamenti stessi dell’Unione europea. È una sfida immediata all’unità dell’ordinamento giuridico europeo. Solo un sistema giuridico comune consente pari diritti, sicurezza giuridica, fiducia reciproca tra gli Stati membri e la conseguente politica comune. È la prima volta che un tribunale di uno Stato membro dichiara l’incompatibilità dei trattati dell’UE con la costituzione nazionale”.

Secondo la Presidente, la sentenza non seguirebbe il principio fondamentale europeo di un trattamento equo e paritario da parte della magistratura: “Tutti nella nostra Unione hanno gli stessi diritti. Questo principio fondamentale ha un impatto decisivo sulla vita delle persone. Perché se il diritto europeo fosse applicato diversamente a Grenoble, Göttingen o Danzica, i cittadini dell’UE non potrebbero rivendicare gli stessi diritti ovunque”. Von der Lyen ribadisce inoltre che la Commissione ha il dovere di tutelare i diritti dei cittadini dell’UE, indipendentemente dal luogo in cui vivono: “Aderendo all’UE, il popolo polacco ha riposto la sua fiducia nell’Unione europea. Si aspetta che l’UE difenda i suoi diritti. E giustamente. La Commissione è custode dei trattati. Lo Stato di diritto è ciò che unisce la nostra Unione. È il fondamento della nostra unità. È essenziale proteggere i valori su cui si basa la nostra Unione: libertà, democrazia, uguaglianza e rispetto dei diritti umani. A tal fine, quando hanno aderito all’Unione, tutti i 27 Stati membri si sono impegnati ad essere Stati sovrani e popoli liberi”.

Decisa la risposta del Premier polacco, Mateusz Morawiecki, che difende la decisione del suo paese: “Troppo spesso abbiamo a che fare con un’Europa dei doppi standard. Non dobbiamo lottare uni contro altri. Non dobbiamo cercare colpevoli dove non ci sono. La Polonia è attaccata in modo parziale e ingiustificato. Le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Non è ammissibile che si parli di sanzioni. Respingo la lingua delle minacce e del ricatto”.

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