giovedì, 23 Settembre 2021

Riforma della Giustizia, fumata bianca del Cdm: sciolto anche il nodo sulla mafia

La riunione, tra tensioni e sospensioni, si conclude con un accordo unanime sulle modifiche al testo della ministra Cartabia

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Dopo ore, dal Consiglio dei ministri arriva la fumata bianca per la riforma della giustizia. La difficile riunione, tra momenti di tensione e sospensioni, ha portato, nonostante gli scetticismi, ad un accordo unanime in merito alle modifiche da apportare alle proposte della ministra Marta Cartabia.

Sciolto anche il nodo sulla mafia che trivellava i pentastellati. Da fonti del governo si apprende che per i reati di mafia, e dunque anche gli articoli 416bis e ter che preoccupavano il Movimento 5 Stelle, è stato previsto un regime speciale che li esclude dal meccanismo di improcedibilità per superamento dei termini di durata. Diversamente, per i 416bis 1, quelli con aggravante mafiosa, nel regime transitorio sono previsti tempi più lunghi fino a sei anni. Tempi più lunghi anche per i reati di terrorismo, violenza sessuale e traffico di droga, ma non per corruzione.

“È una giornata importante, lunghe riflessioni e lavoro per venire a un accordo – ha dichiarato la ministra Cartabia al termine del Cdm. C’è stata un’approvazione all’unanimità, con convinzione di tutte le forze politiche e l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti che erano stati presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di accelerare il più possibile il lavoro in Parlamento e concludere prima della pausa estiva questa importantissima riforma”. “L’obiettivo è quello di garantire una giustizia celere nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo per usare un espressione ricorrente in questi giorni”, ha continuato.

Matteo Salvini e Giulia Bongiorno si dicono soddisfatti. “Come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale. E ora avanti tutta con i referendum che completeranno il profondo cambiamento chiesto dai cittadini”. “La riforma della giustizia non è la nostra riforma, si tratta di lavori in corso, ma abbiamo contribuito a migliorarla – ha precisato l’ex premier, Giuseppe Conte. Avevamo detto, non possiamo transigere sui processi per mafia e terrorismo: è un risultato che abbiamo ottenuto. I processi per mafia e terrorismo non si dissolvono nel nulla, non si estinguono”, Il leader in pectore dei pentastellati ha aggiunto che il movimento ha inoltre ottenuto il riconoscimento “di un’altra nostra battaglia: un emendamento che renda anche i processi per violenza sessuale aggravata non prescrittibili”.

 

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