giovedì, 16 Settembre 2021

Spagna, inaugurata la mostra sulla prima missione umanitaria del 1800: bambini usati come frigoriferi per vaccini

Manuel Álvarez, curatore della mostra, ha dichiarato che l'evento è "un omaggio a tutti gli operatori sanitari che hanno lottato contro il Covid-19".

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Inaugurata la mostra storica all’Archivo General de Indias di Siviglia, aperta fino al 15 settembre. Tema attualissimo: l’esposizione racconta la storia dei bambini che all’inizio del 1800 furono usati come “refrigeratori” per vaccini contro il vaiolo.

Infatti, quando Francisco Javier de Balmis, medico militare e di corte, partì dalla Spagna nel 1803 per vaccinare la popolazione delle colonie contro il vaiolo, non aveva mezzi per mantenere fresche le dosi vaccinali; usò quindi i bambini come veri e propri frigoriferi. Dai documenti si conoscono finalmente nomi ed età dei bambini che resero possibile la prima missione umanitaria internazionale.

Manuel Álvarez, curatore della mostra, ha dichiarato che l’evento è “un omaggio a tutti gli operatori sanitari che hanno lottato contro il Covid-19”.

Il vaccino sopravviveva solo 12 giorni in vitro, quindi la tecnica di Balmis era quella di infettare due bambini ogni 10 giorni con la versione bovina del vaiolo e poi prendere il siero dalle loro pustole per infettare altri due bambini, e così via fino all’arrivo a destinazione con siero fresco con cui vaccinare le persone.

I bambini si ammalavano ma non morivano. Sembra barbaro, ma all’epoca era considerato normale. I primi 22 bambini “usati” come staffetta, rimasero in Messico, dove Balmis reclutò altri 26 per il viaggio da Acapulco alle Filippine. I documenti mostrano che i bambini, tutti ragazzi messicani dai quattro ai 14 anni, furono consegnati dai loro genitori in cambio di un pagamento. Alcuni sono descritti come “spagnoli” e altri come meticci dal sangue misto.

Tre sono elencati come di discendenza sconosciuta e nel caso di altri cinque compare nella documentazione solo il nome della madre.

Alla fine della campagna, circa 300mila persone tra Canarie, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Messico, Filippine e Cina avevano ricevuto il vaccino gratuitamente.

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