mercoledì, 4 Agosto 2021

Parlamento UE, siglato manifesto partiti sovranisti: “Storia, tradizioni e culture nazionali”

Oggi i partiti sovranisti del Parlamento Europeo hanno siglato il proprio Manifesto ideologico con i punti saldi del programma pro UE.

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È stato siglato oggi, in Parlamento UE, il manifesto dei partiti sovranisti, con molte adesioni da parte di fazioni politiche legate alla condivisione di determinati valori per riaffermare un volto europeo che rispetti le identità culturali e storiche di ciascun Paese membro: in particolare, hanno scelto di siglare la “Magna Carta” del sovranismo europeista Lega e FdI (Italia), ID, RN(Francia) FPOE (Austria), Vlaams Belang (Belgio), PiS (Polonia), VoX (Spagna), JA21 (Paesi Bassi), EL (Grecia), PNT-CD (Romania), LLRA-KSS (Lituania), DPP (Danimarca), Ekre (Estonia), PS (Finlandia), ECR e VMRO (Bulgaria). Si è tirato fuori, invece Fidesz (Ungheria), scegliendo di non firmare.

Nel dibattito sul futuro dell’Europa, iniziato di recente, non deve mancare la voce dei partiti interessati alla libertà delle nazioni e al sentimento dei popoli europei, che rappresentano cittadini legati da una tradizione europea […] Dopo la seconda guerra mondiale, alcuni Paesi europei hanno dovuto lottare con il dominio del totalitarismo sovietico per decenni, prima di riconquistare l’indipendenza” si legge nel manifesto. Il documento siglato prosegue con una riflessione sui passi positivi che tale indipendenza ha potuto arrecare ai Paesi dell’Unione, garantendo un processo di integrazione volte a garantire una pace duratura e ottime relazioni tra gli Stati membri. Malgrado ciò, la tendenza in atto in da qualche decennio sembrerebbe minare le basi costruite fino ad ora, secondo i sovranisti proprio in quanto “le nazioni si sentono lentamente spogliate del loro diritto ad esercitare i loro legittimi poteri sovrani“. 

Tutto ciò ha portato alla necessità, sempre secondo quanto descritto nel documento, di combattere “il monopolio ideologico” conseguente all’iperattivismo moralista all’interno delle istituzioni UE, per lasciare spazio alla riaffermazione di “una cooperazione basata sulle tradizioni, il rispetto della cultura e della storia degli stati europei, sul rispetto dell’eredità giudaico-cristiana dell’Europa e sui valori comuni che uniscono le nostre nazioni“.

Alla base delle stesse dovrebbe continuare a “regnare la famiglia“, come unità indispensabile al progresso delle nazioni, sostituendo una politica mirata allo sviluppo demografico, piuttosto che una a favore “dell’immigrazione di massa“.

Per evitare, infine, che l’Unione Europea si trasformi in un’organizzazione oligarchica, in cui tutto il potere decisionale ed esecutivo si riversi in poche mani, la soluzione proposta nel manifesto resta quella di rafforzare lo strumento consensuale, come espressione delle varie identità nazionali ad autotutela della stessa organizzazione.

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