giovedì, 28 Ottobre 2021

Gerusalemme, “Marcia delle Bandiere”: scontri a Porta Damasco

A Gerusalemme, nei pressi della Porta di Damasco, gli agenti hanno allontanato i palestinesi dal luogo della marcia delle Bandiere Israeliana

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Nuovi scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane: è successo a Gerusalemme, nei pressi della Porta di Damasco, dove gli agenti hanno allontanato i palestinesi dal luogo della marcia delle Bandiere Israeliana.

A riportalo sono i media palestinesi citati dal Jerusalem Post. Per i media israeliani invece, la polizia è in massimo stato di allerta: oltre 2.000 agenti impiegati a Gerusalemme per l’evento.

Su Twitter Tor Wennesland, l’inviato Onu per il Medio Oriente, lancia l’allarme su “crescenti tensioni a Gerusalemme in un momento molto fragile e delicato dal punto di vista della sicurezza e politico, con le Nazioni Unite e l’Egitto attivamente impegnati a consolidare il cessate il fuoco”, che era stato dichiarato il 21 maggio scorso dopo 11 giorni di scontri tra Israele e gruppi armati palestinesi. L’inviato Onu ha quindi lanciato un appello a tutte le parti affinchè evitino ogni nuovo scontro.

Altri scontri sono stati registrati anche confine con la Striscia di Gaza tra militari israeliani e palestinesi. I soldati hanno sparato lacrimogeni e proiettili di gomma per bloccare i manifestanti. La stampa locale ha riferito che uno di loro è stato colpito alla gamba riportando ferite lievi. Il lancio di palloni incendiari dall’enclave palestinese ha provocato incendi nel sud dello Stato ebraico.

Hamas ha minacciato nuovi episodi di violenza. La “Marcia delle Bandiere” è una prova per il nuovo governo del primo ministro Naftali Bennett. La ricorrenza convocata dai gruppi dell’estrema destra nazionalista israeliana, viene considerata dai leader palestinesi come “una provocazione”.

Hamas ieri sera ha avvertito che la manifestazione ultra-nazionalista ebraica  “è come esplosivo che causerà una nuova campagna per proteggere Gerusalemme e la moschea al-Aqsa” e ha incitato arabo-israeliani e palestinesi di Gerusalemme Est ad “affrontare” i partecipanti alla marcia.

“La situazione nella sfera palestinese è volatile e siamo pronti per una ripresa dei combattimenti”, ha dichiarato il capo di Stato maggiore israeliano, Aviv Kochavi. Batterie del sistema anti-missilistico Iron Dome sono state distribuite nel Paese e sono stati mandati rinforzi in Cisgiordania, mentre la polizia è in stato di allerta e oltre 2 mila poliziotti sono stati impiegati a Gerusalemme.

Anche il premier palestinese, Mohammed Shtayyeh, ha messo in guardia dalle “pericolose ripercussioni” che possono scaturire dalla manifestazione di “coloni estremisti nella Gerusalemme occupata”, definendola “una provocazione e aggressione che deve finire”.

L’ambasciata Usa nella Città Santa ha vietato a diplomatici e personale di recarsi nell’area. È il primo problema da gestire per il ministro della Pubblica Sicurezza, il laburista Omer Barlev, dopo che il governo, insediatosi domenica, ha dato il via libera. “Ho l’impressione che la polizia sia ben preparata e che siano stati fatti grandi sforzi per mantenere il delicato tessuto della vita e della sicurezza pubblica”, ha detto, dopo aver incontrato il capo della polizia, Kobi Shabtai.

La festa, è tradizionalmente celebrata nel Jerusalem Day (quest’anno cadeva il 9 maggio), con lo sfoggio di bandiere blu e bianche dentro il quartiere musulmano nella Città Vecchia. Quest’anno la manifestazione è stata annullata a causa degli scontri tra palestinesi e polizia sulla Spianata delle Moschee. L’indomani la tensioni sono esplose, degenerando in uno scontro tra lo Stato ebraico e Hamas – con lancio di missili contro Israele e bombardamenti su Gaza – durato 11 giorni e costato la vita a oltre 250 palestinesi e 13 israeliani.

Era stato riprogrammata per il 10 giugno, ma annullata un’altra volta per scelta degli organizzatori, a causa del divieto posto dalla polizia di attraversare il quartiere musulmano nel timore di problemi di sicurezza.

Trovato un accordo sul percorso è stata fissata per oggi: i manifestanti si riuniranno alla Porta di Damasco, costeggeranno le mura ed entreranno nella Città Vecchia attraverso la Porta di Giaffa e da lì al Muro del Pianto.

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