giovedì, 24 Giugno 2021

“Penso al bimbo che mangia mais cresciuto sui fanghi”: rifiuti venduti per fertilizzante 15 indagati

150,000 tonnellate di rifiuti venduti come fertilizzanti dall'azienda Wte, posta sotto sequestro. 15 persone sono finite nel registro degli indagati.

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Quindici persone iscritte nel registro degli indagati e sequestro dei capannoni dell’azienda bresciana Wte, per traffico illecito di rifiuti. É quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Brescia che ha reso note alcune intercettazioni shock: “Io ogni tanto ci penso. Chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuta sui fanghi. Sono consapevolmente un delinquente”.

Circa 150mila tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti sarebbero finiti nei terreni agricoli dal gennaio 2018 al 6 agosto 2019 tra Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna e venduti come fertilizzanti.

«Sono un mentitore!… Io…finisco all’inferno» dice ridendo in modo spregiudicato ancora Carucci, che si occupa di trattamento di fanghi della depurazione in agricoltura, con alle spalle una condanna per traffico illecito di rifiuti, al telefono con Ottavia Ferri, dipendente della Wte, che replica, sempre ridendo: «Lo facciamo per il bene dell’azienda!».

Agricoltori spesso ignari del potere inquinante di quelle sostanze, che — a detta di Arpa e del consulente della procura, l’ingegner Santo Cozzupoli — erano veri e propri rifiuti. Agli agricoltori gli addetti della Wte raccontavano si trattasse di scarti della produzione agroalimentare.

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