domenica, 19 Settembre 2021

Ungheria, “legge schiavitù” abrogata: successo dei sindacati su Orban

La Corte Costituzionale ungherese ha abrogato la "legge schiavitù" introdotta nel 2018 dal Premier Orban, reputandola "incostituzionale". Accolti i numerosi ricorsi sindacali

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La cosiddetta “legge schiavitù”, approvata dal Premier Ungherese Viktor Orban nel 2018, con tanto di proteste in piazza da parte dei migliaia di ungheresi, è stata abrogata dalla Corte Costituzionale, che l’ha dichiarata “Incostituzionale”

Sono stati i sindacati a presentare numerosi ricorsi per questa legge che prevedeva l’aumento del tetto degli straordinari a 400 ore l’anno consentendone il pagamento con un ritardo anche di tre anni.

L’aumento del tetto degli straordinari significava, in pratica, una settimana lavorativa di 6 giorni o oltre 10 ore quotidiane per 5 giorni di lavoro per i dipendenti, senza la garanzia di essere pagati per gli straordinari. La Corte ha stabilito che nessuno potrà essere licenziato se rifiuta il lavoro straordinario e che gli straordinari devono essere pagati entro l’anno.

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