giovedì, 24 Giugno 2021

Roma, proteste anti aborto e Ddl Zan: ai Fori Imperiali la “Marcia per la Vita”

Nell'anniversario dell'approvazione della Legge 194 sull'aborto alla "Marcia per la vita" si è parlato anche del discusso Ddl Zan, finito nel mirino delle associazioni pro-vita scese in piazza a Roma.

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Quest’anno il covid non ha bloccato la decima edizione della manifestazione della “Marcia per la Vita”, tenutasi questo pomeriggio ai Fori Imperiali, nell’anniversario della legge 194, la legge con cui 43 anni fa è stato legalmente riconosciuto il diritto alle donne di poter procedere all’interruzione volontaria di gravidanza.

Oggi in piazza sono scese le associazioni pro-vita, pronte a dar voce al diritto inespresso, ma presente di ogni bambino, a venire al mondo. Eppure, non è stato solo questo il fulcro dell’evento, anche il Ddl Zan è stato criticato.

Per gli organizzatori della manifestazione la Marcia per la Vita nasce «come la voce di un popolo che non si arrenderà mai di fronte al “fatto compiuto” dell’omicidio di massa legalizzato… ribadendo per dieci anni consecutivi, anno dopo anno, l’intangibilità della vita umana innocente, dal concepimento alla morte naturale, perché siamo convinti che nulla è irreversibile nella storia e che sia possibile ritrovare i princìpi della legge naturale e cristiana, calpestati in Italia».

Tra i personaggi di spicco presenti all’evento gli ambasciatori di Polonia ed Ungheria presso la Santa Sede, Janusz Kotanski ed Eduard Habsburg, assieme a Pillon, senatore leghista, che ha voluto collegare i temi di opposizione al ddl Zan: “La tensione ideologica dovrebbe lasciare spazio al buon senso. L’esperienza umana ci dice che mamma e papà sono il luogo naturale in cui nasce la vita. Rispettiamo l’ecologia dell’uomo e della famiglia e investiamo in questa straordinaria comunità naturale in cui ciascuno di noi vive ed è venuto al mondo”.

Per Jacopo Coghe, vicepresidente dell’associazione Pro Vita & Famiglia “Si fa un gran parlare di diritti in questo periodo e noi siamo qui per chiedere che venga riconosciuto il primo dei diritti umani: il diritto alla vita di ogni essere umano messo in pericolo dall’aborto. Siamo qui anche per protestare contro le direttive del Ministro Speranza che durante la pandemia ha di fatto liberalizzato l’aborto a domicilio con la circolare sulla pillola Ru486. Una decisione che, oltre a sopprimere una piccola vita umana, lascerà le donne ancora più sole di fronte alla gravidanza, esponendole oltretutto a gravi rischi per la salute fisica e psichica, un vero è proprio accanimento contro la vita e contro di loro”.

Lunedì 24 maggio, ha ricordato, si terrà, presso l’Università cattolica Lumsa, il primo rapporto sui “Costi di applicazione della legge 194/1978”. Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia, punta i riflettori sull’istituzione di un reddito di maternità: “Si potrebbero salvare decine di migliaia di bambini ogni anno, venendo incontro alle donne e alla loro condizione di eventuale difficoltà”.

Per il Vescovo Suetta, arcivescovo di Sanremo, “Non ci possono essere leggi dello Stato che sovvertono le leggi di Dio”; da qui la necessità di una manifestazione come “La marcia per la vita” che “si rivolgerà a tutti, dunque anche alla politica e cercherà di ricordare a tutti i politici che hanno precisi doveri verso la loro coscienza e verso la legge naturale, termine che oggi è abbastanza criticato ma che poi rappresenta la realtà, tutte le pratiche che toccano la vita umana”.

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