lunedì, 21 Giugno 2021

Luna Reyes, il mondo ha bisogno di più abbracci

Pioggia di insulti dopo che l'immagine dell'abbraccio tra la volontaria Luna Reyes e un ragazzo di colore vivo per miracolo, ha fatto il giro del mondo. A quella volontaria dobbiamo dire solo grazie.

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Se ci limitassimo solo a guardare la foto, vedremmo una ragazza che abbraccia un ragazzo. Se la guardassimo meglio noteremmo che il ragazzo è in lacrime. Un abbraccio solidale, nulla più. Solo dopo possiamo constatare una semplice realtà: la ragazza è bianca, il ragazzo è di colore.

Un immagine di Bernat Armangue, fotografo freelance, che sta facendo il giro del mondo. E se solo il mondo in cui viviamo fosse realmente fondato sull’uguaglianza e la fratellanza, non sembrerebbe esserci nulla di strano. Ma il mondo è oscuro, e il pregiudizio naviga fluente accompagnato dall’odio e l’infamia. Si perché, la ragazza in questione, Luna Reyes, è stata costretta a chiudere i suoi profili social per tutte le offese e le minacce ricevute.

Luna Reyes vive a Madrid e sta facendo tirocinio come infermiera a Ceuta presso la Croce Rossa, è una volontaria. “Quel ragazzo piangeva a dirotto e in francese ha provato a spiegarmi che durante il viaggio i suoi amici sono morti, che era rimasto solo e che aveva paura. Il suo sguardo perso nel vuoto e quella disperazione nei suoi occhi mi hanno spezzato il cuore – ha spiegato- L’ho solo abbracciato“. Ha dovuto spiegare alla televisione spagnola. Il ragazzo, di cui non si conoscono le generalità, è uno degli 8000 migranti arrivati a Ceuta, enclave spagnola in territorio marocchino.

Ceuta: la Terra Promessa

Ceuta e Melilla, le due enclave spagnole sulla costa settentrionale del Marocco, sono gli unici confini terrestri dell’Unione europea con l’Africa. Per decenni il Marocco ha accettato di interpretare il ruolo del poliziotto cattivo nella lotta all’immigrazione illegale, ma lunedì 17 maggio ha deciso diversamente. Dall’alba, e poi per tutta la giornata, davanti a una polizia marocchina passiva, una marea umana – giovani uomini, donne, bambini, intere famiglie – ha invaso questo piccolo pezzo di Europa in Africa, arrivando sulla spiaggia a piedi, nuotando in mare, a volte aiutandosi con materassini gonfiabili o gommoni, o passando sulle montagne. Il 19 maggio la Spagna ha annunciato di aver rimandato in Marocco almeno 5.600 di quelle ottomila persone

Un esodo senza precedenti

Senza precedenti per le dimensioni e per le immagini impressionanti, questa ondata umana è il culmine di una profonda crisi diplomatica tra Marocco e Spagna, per cui si accumulano le dispute sullo statuto delle enclave, sulle risorse naturali e la pesca.

Un conflitto che prosegue da decenni, che vede sul fronte Paesi dell’UE, Stati Uniti, Marocco e persino Israele. Un conflitto che si piega tuttavia sui cittadini, sugli esseri umani. Pedine di un gioco a tavolino tra poteri forti e vittime di infiniti braccio di ferro.

Dov’è l’umanità

Ciò che deve impressionarci oggi, è che un abbraccio possa divenire fonte di odio e insulti. Luna ha portato su quella costa ciò che ai migranti manca: la solidarietà.

Un gesto che le è costato caro, nella società che vive online prima che di realtà, sono state strumentalizzate sue vecchie foto, in alcune veniva ritratta assieme ad un suo fidanzato, un ragazzo di colore. Immagini accompagnate da insulti sessisti:” Se ti piacciono tanto i ragazzi di colore puoi trasferirti in Marocco”, o l’allusione sessuale di una opinionista tv con simpatie di destra che ha scritto: “Basta buonismo: l’immigrato voleva toccarle il seno”

La solidarietà:

Dopo la diffusione della notizia, sul web hanno iniziato a circolare messaggi di solidarietà per la volontaria con l’hashtag #GrazieLuna. Luna ha minimizzato il suo gesto, descrivendo l’azione di abbracciare qualcuno nel bisogno come “la cosa più normale del mondo”. Non aveva capito il nome dell’uomo, ma aveva visto che era stanco e gli aveva offerto dell’acqua: “Stava piangendo, gli ho teso la mano e lui mi ha abbracciata si è aggrappato a me. Quell’abbraccio era la sua ancora di salvezza”.

Un’ancora di salvezza. Questo e nulla più in un gesto che mai come oggi ci viene negato e che sappiamo essere la medicina dell’anima più forte e potente: un abbraccio.
Grazie Luna.

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