giovedì, 24 Giugno 2021

Vaccini, il Cts consiglia: seconda dose dopo 42 giorni per Pfizer e Moderna

L’obiettivo è cercare di proteggere dal rischio contagio la maggior parte della popolazione nel più breve tempo possibile, rallentando la somministrazione della seconda dose

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Nonostante studi registrativi indichino come intervallo tra la prima e la seconda dose dei vaccini a Rna (Pfizer/BioNtech e Moderna) rispettivamente 21 e 28 giorni, è raccomandabile un prolungamento nella somministrazione della seconda dose pari a sei settimane, 42 giorni.   

È questa la nuova indicazione del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza da Covid, come si legge nel parere allegato a una circolare del ministero della Salute. L’oggetto dell’allegato è: ‘Trasmissione parere del Cts in merito alla estensione dell’intervallo tra le due dosi dei vaccini a mRna e alla seconda dose del vaccino Vaxzevria‘. Il documento porta la firma del direttore generale Prevenzione, Giovanni Rezza. 

“In relazione all’evoluzione nella conduzione della campagna vaccinale contro Sars-CoV-2”, viene riportato nel verbale del Comitato del 30 aprile, “il Cts rimarca che rimane una quota significativa di soggetti non vaccinati che, in ragione di connotazioni anagrafiche o per patologie concomitanti, sono a elevato rischio di sviluppare forme di Covid-19 marcatamente gravi o addirittura fatali”. Per questa ragione, il Comitato sostiene che “è raccomandabile un prolungamento nella somministrazione della seconda dose nella sesta settimana dalla prima dose”. 

“Il parere – precisa il Cts – potrà in futuro essere supportato da ulteriore approfondimento epidemiologico su: letalità per fascia d’età, infetti per fascia l’età (dati correnti delle nuove infezioni), stima degli infetti modellizzata anche rispetto ai dati dello studio di prevalenza”. 

Quindi prolungare l’intervallo tra la prima e la seconda dose vaccinale, non avrebbe controindicazioni. Per gli esperti del Comitato, “questa considerazione trova il suo razionale nelle seguenti osservazioni: la somministrazione della seconda dose entro i 42 giorni dalla prima non inficia l’efficacia della risposta immunitaria; la prima somministrazione di entrambi i vaccini a Rna conferisce già efficace protezione rispetto allo sviluppo di patologia Covid-19 grave in un’elevata percentuale di casi (maggiore dell’80%)”. 

L’obiettivo è cercare di proteggere dal rischio contagio la maggior parte della popolazione nel più breve tempo possibile, rallentando la somministrazione della seconda dose, in una corsa contro il tempo che ha bisogno di adottare ogni strategia plausibile. Infatti, gli esperti aggiungono: “in uno scenario in cui vi è ancora necessità nel Paese di coprire un elevato numero di soggetti a rischio di sviluppare forme gravi o addirittura fatali di Covid-19, si configurano condizioni in cui è opportuno dare priorità a strategie di sanità pubblica che consentano di coprire dal rischio il maggior numero possibile di soggetti nel minor tempo possibile”. 

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