lunedì, 20 Maggio 2024

Israele-Hamas, Biden interviene per il cessate il fuoco: Gallant smentisce Netanyahu sull’invasione di Rafah

La situazione nella Striscia di Gaza è estremamente tesa, con Hamas che si dice disposto a considerare un accordo per il rilascio di ostaggi in cambio di un cessate il fuoco graduale e del ritiro delle truppe israeliane.

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La tensione tra Israele e Hamas continua a crescere, con sviluppi significativi sul fronte diplomatico e militare. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha fatto un appello a Israele affinché accetti un cessate il fuoco unilaterale della durata di sei a otto settimane, durante un’intervista all’emittente Univision. Biden ha sottolineato l’importanza di garantire l’accesso ai generi alimentari e alle medicine per la popolazione di Gaza e ha esortato gli Stati della regione a sostenere questa iniziativa. Nel frattempo, il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha smentito le precedenti dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu riguardo a un imminente attacco al distretto meridionale di Rafah, a Gaza. Gallant ha chiarito che al momento non è stata fissata una data precisa per l’operazione, contraddicendo così le affermazioni di Netanyahu.

La situazione nella Striscia di Gaza è estremamente tesa, con Hamas che si dice disposto a considerare un accordo per il rilascio di ostaggi in cambio di un cessate il fuoco graduale e del ritiro delle truppe israeliane. Tuttavia, le negoziazioni sono state difficoltose e sembrano essere fallite a causa del ritiro delle truppe israeliane da Khan Younis e dell’ingresso di maggiori aiuti nella Striscia di Gaza. Queste concessioni, secondo funzionari israeliani, hanno danneggiato i negoziati e reso la posizione di Hamas ancora più difficile da interpretare.

Intanto, il leader supremo iraniano, il Grande Ayatollah Ali Khamenei, ha minacciato Israele per il raid aereo che ha distrutto il consolato iraniano in Siria, affermando che “Israele deve essere punito e sarà punito”. In risposta, il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha avvertito che Israele risponderà a eventuali attacchi provenienti dall’Iran.

Nel contesto di queste tensioni, le Forze di difesa israeliane hanno compiuto un raid aereo contro un’infrastruttura militare utilizzata da Hezbollah in Siria. L’Idf ha dichiarato che considera il governo siriano responsabile di quanto accade sul suo territorio e ha promesso di non consentire l’insediamento di Hezbollah nel paese.

La comunità internazionale è sempre più preoccupata per la situazione in Medio Oriente e si sta impegnando per trovare una soluzione diplomatica che possa porre fine alla violenza e all’instabilità nella regione.

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