domenica, 14 Aprile 2024

Israele-Gaza, operazione Rafah pronta ad essere attuata: Hamas denuncia restrizioni ad Al-Aqsa

Il ministro del gabinetto di guerra israeliano, Benny Gantz, ha dichiarato che se gli ostaggi non saranno liberati, i combattimenti nell'area di Rafah proseguiranno durante il mese sacro dell'Islam, che inizia il 10 marzo.

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L’escalation di tensioni tra Israele e Gaza raggiunge un punto critico con l’annuncio dell’Operazione Rafah da parte di Israele, a meno che non vengano rilasciati gli ostaggi israeliani entro l’inizio del Ramadan. Il ministro del gabinetto di guerra israeliano, Benny Gantz, ha dichiarato che se gli ostaggi non saranno liberati, i combattimenti nell’area di Rafah proseguiranno durante il mese sacro dell’Islam, che inizia il 10 marzo.

Contestualmente, Hamas ha respinto con fermezza la decisione di Israele di limitare l’accesso dei palestinesi alla moschea di Al-Aqsa durante il Ramadan, definendola una “decisione criminale”. Hamas ha invitato il popolo palestinese a respingere queste restrizioni e ad aumentare la presenza nella moschea di Al-Aqsa. Inoltre, ha avvertito Israele che qualsiasi danno alla moschea o alla libertà di culto avrà gravi conseguenze, annunciando una “benedetta intifada” contro l’ingiustizia e l’aggressione.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha difeso la decisione di limitare l’accesso dei fedeli palestinesi ad Al-Aqsa, definendola “equilibrata” e basata sulla sicurezza. Tuttavia, non sono stati forniti dettagli sui limiti imposti.

Nelle ultime 24 ore, i raid aerei israeliani nella Striscia di Gaza hanno causato la morte di 107 palestinesi e il ferimento di altri 145, portando il totale delle vittime a oltre 29.000 da ottobre. Gli attacchi hanno suscitato anche indignazione internazionale, con l’apertura della prima udienza della Corte Internazionale di Giustizia all’Aia per indagare sulle azioni di Israele nei territori occupati palestinesi. I primi testimoni saranno i palestinesi, incluso il ministro degli Esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese Riyad al-Maliki.

La situazione rimane instabile, con l’inasprirsi delle tensioni e il rischio di ulteriori violenze. Al confine con la Striscia di Gaza, le sirene d’allarme hanno suonato nelle comunità israeliane per la prima volta in settimane, alimentando la preoccupazione per una possibile escalation dei conflitti nella regione.

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