domenica, 14 Aprile 2024

Politica estera, la tensione della guerra ‘fredda’ fra Pakistan e Iran si fa sempre più intensa: Cina pronta a mediare

Teheran ha preso di mira la fazione sunnita Jaysh al Adl, responsabile di una serie di attentati sul suo territorio. La fazione è legata al separatismo del Baluchistan e viene accusata di collaborare con i nemici esterni della Repubblica Islamica.

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La tensione tra Pakistan e Iran ha raggiunto livelli preoccupanti a seguito degli attacchi avvenuti martedì scorso. Teheran ha preso di mira la fazione sunnita Jaysh al Adl, responsabile di una serie di attentati sul suo territorio. La fazione è legata al separatismo del Baluchistan e viene accusata di collaborare con i nemici esterni della Repubblica Islamica.

Gli attacchi di martedì, perpetrati da Teheran, sono il culmine di una lunga serie di tensioni che coinvolgono il Baluchistan, una regione condivisa tra i due Paesi. La fazione Jaysh al Adl è stata accusata di compiere attentati e di avere legami con gruppi estremisti che minacciano la sicurezza dell’Iran.

Le autorità iraniane sostengono che gli estremisti baluchi stiano collaborando con forze ostili esterne per destabilizzare la regione. Queste accuse hanno acuito le tensioni diplomatiche, con entrambi i Paesi che si accusano reciprocamente di supportare gruppi insurrezionali sul territorio del vicino.

La comunità internazionale sta seguendo con preoccupazione lo sviluppo degli eventi, temendo che la situazione possa sfociare in un conflitto più ampio. L’area del Baluchistan è stata a lungo un foco di instabilità, e l’escalation delle tensioni tra Pakistan e Iran potrebbe avere ripercussioni significative sulla stabilità della regione.

Le autorità diplomatiche stanno cercando di mediare e abbassare la tensione, mentre la comunità internazionale è in allerta, consapevole dei rischi associati a una potenziale escalation del conflitto. La situazione richiede una gestione attenta e diplomatica per evitare conseguenze disastrose per entrambi i Paesi e la regione nel suo complesso.

“Questa mattina il Pakistan ha effettuato una serie di attacchi militari di precisione altamente coordinati e mirati contro i nascondigli dei terroristi nella provincia iraniana del Sistan e del Balochistan”:il ministero degli Esteri pakistano ha dichiarato di aver dato il via agli attacchi contro postazioni di presunti gruppi terroristici iraniani, nella zona sud-est dell’Iran. Queste azioni militari hanno colpito le province del Sistan e Balochistan e causato la morte di sette persone, fra cui quattro bambini.

Il Pakistan non si ferma qui. E’ stata messa in atto l’operazione ‘Marg Bar Sarmachars'(tradotto in ‘morte ai combattenti della guerriglia), dove sono stati uccisi alcuni membri del gruppo ‘Sarmachar’, considerato terrorista dalla capitale pakistana Islamabad.

I territori di Sistan e Balochistan sono stati bombardati dalle forze pakistane. Il Pakistan ha giustificato questo bombardamento con la “mancanza di azione” dell’Iran di fronte alle sue “serie preoccupazioni” circa la quantità di prove sulla presenza di terroristi pakistani sul territorio iraniano e ha definito quest’ azione come necessaria per proteggere e difendere la propria sicurezza nazionale contro tutte le minacce. “Il Pakistan rispetta pienamente la sovranità e l’integrità territoriale della Repubblica islamica dell’Iran. L’unico obiettivo dell’atto odierno era la ricerca della propria sicurezza e del proprio interesse nazionale”, si legge nella dichiarazione di Islamabad.

La Cina si mette in gioco come mediatrice fra i due territori
La portavoce del Ministero degli esteri, Mao Ning, sottolinea che la Cina è pronta a moderare per evitare che si verifichi un’escalation della situazione: “Siamo anche disposti a svolgere un ruolo costruttivo nell’allentare la tensione, se entrambe le parti lo desiderano”, spiega. Oggi il Pakistan ha dichiarato di aver effettuato attacchi per colpire “gruppi di militanti terroristici” in Iran.

La portavoce del ministero degli Esteri di Islamablad, Mumtaz Zahrah Baloch, invece, ha richiamato il suo ambasciatore in Iran a seguito della “violazione ingiustificata” del suo spazio aereo da parte di Teheran, avvenuta martedì. Il governo ha deciso di non consentire “per il momento” il ritorno a Islamabad dell’ambasciatore iraniano, attualmente nella zona della Repubblica islamica.

“Il Pakistan si riserva il diritto di rispondere a questo atto illegale e la responsabilità delle conseguenze ricadrà direttamente sull’Iran“; Baloch ha aggiunto anche che Islamabad ha sospeso tutte le visite ad alto livello in corso o previste tra Pakistan e Iran.

Il ministro degli Esteri di Teheran, Hossein Amir-Abdollaihian, durante l’intervento al forum di Davos: “I nostri missili e droni non hanno preso di mira alcuno dei cittadini del Paese amico e fraterno del Pakistan. Il nostro obiettivo era il gruppo terroristico Jaish-al-Adl, che è basato al confine Iran-Pakistan”.

Il ministro degli Esteri di Teheran ha parlato al telefono con il suo collega di Islamabad, Jalil Abbas Jilani, e, riportano i media iraniani, ha confermato al suo omologo che la sicurezza dell’Iran è stata ripetutamente minacciata da Jaish al-Adl, sottolineando che la Repubblica islamica “rispetta la sovranità e l’integrità territoriale del Pakistan”.

Intanto un colonnello dei Guardiani della Rivoluzione, Hossein Ali Javadanfar, è stato ucciso, a colpi di arma da fuoco, in un attacco nella provincia del Sistan e Balochistan. L’agenzia di stampa  Tasnim ha riferito che il colonnello è morto sulla strada Khash-Zahedan.

Gaza, bombardato l’ultimo ospedale rimasto
Le ultime notizie grazie ai continui aggiornamenti dell’attivista palestinese @wizars_bisan1 (la quale mostra nei suoi video, quando ha connessione, ciò che realmente sta accadendo).

In un post di Instagram dice: ‘L’ospedale di Nasser a Khan Yunis è circondato dall’esercito israeliano e dai suoi veicoli. Non c’è connessione per mostrare a 360 gradi ciò che sta succedendo. Bombardamenti a tappeto da tutte le parti intorno all’ospedale..Decine di migliaia di persone che scappano senza sapere dove andare, con nessun posto dove andare! E’ la fine del mondo! Non ho mai visto niente di peggio che questo, nella mia vita!’

L’occupazione vuole invadere l’ospedale di Nasser, l’ultimo ospedale aperto e non raso al suolo nella Striscia di Gaza. Questa struttura ospitava civili gravemente feriti, orfani, persone senza più una casa.

‘Questo è un crimine contro l’umanità! Quanto è successo all’ospedale di Al-Shifa (distrutto il 3 novembre, 60 feriti e 15 morti), a Kamal Adwan e in Indonesia, si sta ripetendo di fronte agli occhi del mondo!”

Per aggiornamenti su Gaza, seguire:
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