martedì, 16 Aprile 2024

Omicidio Giulia Tramontano, iniziato il processo: gravi imputazioni di accusa per il il fidanzato

Alessandro Impagnatiello siederà davanti alla corte d’Assise per rispondere dell’omicidio della ex ragazza Giulia Tramontano. Rischia l’ergastolo e durante il processo prevista una perizia psichiatrica.

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Si dà avvio al processo per l’omicidio di Giulia Tramontano, la 29enne incinta uccisa dal fidanzato con 37 coltellate. Alessandro Impagnatiello dovrà rispondere di omicidio aggravato, premeditazione, crudeltà, futili motivi, rapporto di convivenza e, su inchiesta dei Carabinieri, anche di interruzione di gravidanza non consensuale e di occultamento di cadavere. Rischia quindi la condanna all’ergastolo. Nel processo è prevista anche perizia psichiatrica. In aula saranno presenti anche la famiglia di Giulia.

Il processo ed eventuali strategie

La prima parte del processo sarà tecnica. La corte d’Assise sarà presieduta da Antonella Bertojia. Il cui compito sarà se ammettere o no le telecamere in aula, decidere la lista dei testimoni, riconoscere le parti civili e infine fissare il calendario del processo. Per accertarsi di nessun vizio di mente che possa evitargli l’ergastolo, l’avvocato, Giovanni Cacciapuoti, il legale della famiglia Tramontano, ha nominato due psichiatri, Salvatore DeFeo e Diana Galletta. Ma, dall’altra parte, anche i legali di Alessandro, Giulia Geradini e Samanta Barbaglia, hanno presentato solo due nomi al banco dei testimoni: lo psichiatra, Raniero Rossetti e la psicologa, Silvana Branciforti. Si tratta di una scelta difensiva per una possibile richiesta dei giudici per un accertamento psichiatrico.

Dalle indagini sono emersi dei dettagli per dimostrare la premeditazione dell’omicidio.  Alessandro ha svolto ricerche su internet su veleno per topi e sugli effetti a partire da dicembre 2022. Infatti, la vittima aveva ingerito il veleno per mesi senza che se ne accorgesse in quantità elevata affinché arrivasse anche al feto. Insieme a parole chiavi come “ceramica bruciata vasca da bagno”, questo può essere considerato come una premeditazione. La procura dispone un elenco abbastanza lungo di testimoni.  Non ci saranno solo i carabinieri che hanno svolto le indagini, ma anche i parenti che sederanno nei giorni successivi in aula, in posizioni opposte.

Il delitto

L’omicidio risale alla sera del 27 maggio 2023, a Senago. Quella sera, Alessandro, rientrato a casa, aveva afferrato un coltello di cucina e avrebbe colpito Giulia con 37 coltellate: al collo, alla schiena e al viso. Nove coltellate erano state sferrate quando era ancora viva. Una volta morta, Alessandro ha cercato di sbarazzarsi del corpo. Prima, ha cercato di bruciarlo nella vasca da bagno, invano, poi l’ha trascinato per le scale e nascosto in garage. Alla notizia della sua scomparsa, Alessandro, impaurito, ha spostato il corpo in un box e bruciarlo. Poi nasconderlo in buste di plastica e buttarlo dietro il box in viale Monterosa. Alessandro è stato fermato il 1 giugno 2023 e ha confessato l’omicidio.

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