lunedì, 15 Aprile 2024

L’articolo del giornale tedesco ‘Bild’ semina il panico, scoperto un piano militare segreto tra Russia e Nato

Secondo quanto riportato dai giornalisti, è stato trovato un documento segreto presso il ministero della Difesa di Berlino. Il documento traccia il percorso di un possibile conflitto armato fra Russia e Nato con scansione temporale a partire da dicembre 2024:

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La notizia è esplosa sulle testate giornalistiche di tutta Europa, ma l’apripista è stato il quotidiano tedesco ‘Bild’. Secondo quanto riportato dai giornalisti, è stato trovato un documento segreto presso il ministero della Difesa di Berlino. Il documento traccia il percorso di un possibile conflitto armato fra Russia e Nato con scansione temporale a partire da dicembre 2024: «Mese per mese e con una precisa localizzazione, vengono descritte le azioni russe e occidentali che culmineranno nel dispiegamento di centinaia di migliaia di soldati della Nato e nell’imminente scoppio della guerra nell’estate del 2025», scrive il giornale sintetizzando il documento «Classified – For Official Use Only».

La Russia, di tutta risposta, smentisce immediatamente la notizia. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato di fronte alla stampa che quanto scritto sul quotidiano tedesco era incommentabile e ‘una bufala’.

La portavoce del ministero tedesco risponde ai giornalisti in maniera piuttosto ambigua, affermando che nell’addestramento militare è indispensabile disporre di piani di attacco e di difesi ed essere pronti ad ogni scenario possibile.  L’«Alleanza di difesa 2025» inizierebbe nel febbraio 2024 con un richiamo in servizio di altri 200.000 militari da parte della Russia, seguito dalla cosiddetta “offensiva di primavera”. Gli ‘importanti successi’ a cui si fa riferimento vengono datati nel giugno 2025, proprio in concomitanza con la stagione estiva. Il mese di luglio prevede un intensificarsi di attacchi informatici e altre forme di guerra ibrida, soprattutto nella regione baltica: “…ci sono scontri usati come pretesto per lanciare una manovra su larga scala detta Zapad 2024 con 50.000 soldati nella Russia occidentale e in Bielorussia a partire da settembre” spiega Bild.

Il nuovo obiettivo della Russia è la conquista del Corridoio di Suwalki, posto fra la Bielorussia e l’exclave russa di Kaliningrad. La conquista della striscia di terra di 95 km occupata dal corridoio sarebbe una mossa strategica in quanto, la Russia, andrebbe a tagliare fuori le Repubbliche Baltiche dai loro alleati Nato. Bild scrive : «Se la Russia verrà dissuasa dal dispiegamento della Nato, nello scenario da esercitazione rimane una questione aperta».

In parallelo, sul fronte americano degli U.S.A., ci si potrebbe trovare in un periodo di stallo e di vuoto politico, in seguito a una possibile sconfitta elettorale dell’attualmente in carica Joe Biden.

In data 15 gennaio, la Polonia ha lanciato l’allarme. Secondo Varsavia, oltre cento mercenari delle truppe Wagner si sono avvicinate al corridoio geografico di 65 km che divide la Polonia dalla Bielorussia e dall’exclave di Kaliningrad. Il territorio, di 15mila km quadrati, si affaccia sul Mar Baltico ed è stato occupato dalle truppe naziste, prima che la Russia se ne impossessasse. La zona ha mantenuto l’importanza strategica che aveva per Mosca anche dai tempi della guerra fredda. La forza della Russia è proprio lo sviluppo in ambito militare, in particolar modo nel settore del nucleare.

Ieri, il ministero della Difesa  ha annunciato attraverso i canali ufficiali che le forze russe si sono esercitate in attacchi simulati con missili in grado di portare testate nucleari a Kaliningrad. Nelle esercitazioni, solo digitali, sono stati simulati «lanci elettronici» di missili Iskander, che hanno una gittata di 700 chilometri. Distanza che rende quei missili micidiali e inintercettabili se diretti a Berlino, 550 chilometri.

Gli aerei russi sono in continuo spostamento dal territorio nazionale all’exclave che ospita tre basi dell’Aeronautica militare russa. La Nato, di tutta risposta, ha piazzato in nord europa degli aerei militari per il controllo costante dell’area strategica.

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