giovedì, 29 Febbraio 2024

Israele contro Onu, duri combattimenti a Gaza: ospedali in difficoltà

Israele revoca il visto e Lynn Hastingsalla, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite, andando contro l'Onu. L'accusa alla coordinatrice è di non essere stata imparziale e di non aver condannato gli orrori commessi da Hamas.

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Raid aerei hanno colpito circa 250 obiettivi nel territorio dell’enclave palestinese. Tel Aviv revoca il visto a coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, Lynn Hastings, per “non aver condannato il massacro di Hamas”

Secondo il Times of Israel, le forze israeliane continuando i loro combattimenti contro Hamas nella Striscia Gaza. Nelle ultime 24 ore, raid aerei delle Idf hanno colpito circa 250 obiettivi nel territorio dell’enclave palestinese che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas.

Israele contro l’Onu

Israele ha revocato il visto a Lynn Hastings, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, accusata di non essere imparziale. “Non resteremo più in silenzio di fronte ai pregiudizi dell’Onu! Ho deciso di revocare il visto alla coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite, Lynn Hastings“, ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano.

Lynn Hastings, che è anche vice coordinatrice speciale per il processo di pace in Medio Oriente, è accusata di non aver condannato Hamas per il “massacro brutale di 1.200 israeliani” del 7 ottobre, “per il rapimento di bambini e anziani”, per gli “abusi” e le “violenze” e “per usare gli abitanti di Gaza come scudi umani”. Cohen ha contestato Hastings anche per aver “invece condannato Israele, un Paese democratico che protegge i suoi cittadini”. “Non può prestare servizio nell’Onu e non può entrare in Israele”, ha incalzato.

Il portavoce del segretario generale dell’Onu, Stephane Dujarric, ha specificato che la revoca del visto risale alla scorsa settimana e dice: “Posso solo ribadire la piena fiducia del segretario generale in Hastings nel modo in cui si è comportata e ha svolto il suo lavoro”.

Ospedale di Gaza, stanno finendo le forniture mediche essenziali

Un comunicato di Medici Senza Frontiere sulle condizioni dell’ospedale Al-Aqsa è allarmante: “La disponibilità di carburante e forniture mediche ha raggiunto livelli critici all’ospedale, nell’area di mezzo della Striscia di Gaza, a causa della chiusura delle strade, mentre centinaia di pazienti hanno bisogno di cure d’emergenza a causa degli incessanti bombardamenti israeliani”. Dal primo dicembre, lo staff di Medici Senza Frontiere che vive e lavora all’ospedale Al-Aqsa, riceve in media 150-200 pazienti feriti di guerra al giorno.

“I pazienti ricoverati sono 700 e ne arrivano sempre di nuovi. Stiamo esaurendo le forniture essenziali per curarli – afferma Marie-Aure Perreaut Revial, coordinatrice delle emergenze di Msf a Gaza – La carenza di medicinali e di carburante potrebbe impedire all’ospedale di fornire interventi chirurgici salvavita o cure intensive. Senza elettricità i ventilatori non funzionerebbero più, le donazioni di sangue sarebbero interrotte e la sterilizzazione degli strumenti chirurgici sarebbe impossibile. E’ fondamentale facilitare la fornitura di materiale umanitario. L’ospedale ha urgente bisogno di set chirurgici, fissatori esterni per fratture e farmaci essenziali, compresi quelli per le malattie croniche”.

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