mercoledì, 24 Luglio 2024

Slovacchia, il partito socialdemocratico esce vincente dalle elezioni: il filorusso Robert Fico è il nuovo premier. Ora si cerca la coalizione.

Con più del 23% dei consensi, Robert Fico è per la quarta volta Primo Ministro della Slovacchia. Tra i punti focali della sua agenda politica risaltano la fine della fornitura di armi all'Ucraina e il blocco dell'immigrazione. Il leader del partito progressista Simecka riconosce la sconfitta. Maggioranza da costruire.

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Nella giornata di ieri, domenica 1 ottobre, le urne elettorali slovacche hanno visto vincitore il partito Smer-Sd, la Direzione Socialdemocrazia, fondata nel 1999 da Robert Fico e definita come nazionalista e populista. Con circa il 23,3% dei voti, il leader dei socialdemocratici ha ricevuto l’incarico esplorativo per formare il nuovo governo, come comunicato anche dalla Presidente della Slovacchia, Zuzana Caputova. “In conformità con la Costituzione, domani autorizzerò il vincitore delle elezioni a formare il governo. Allo stesso tempo sono pronta a informare i leader dei partiti del mio procedere”, ha scritto Caputova su Facebook. Con il 68% di affluenza, la Socialdemocrazia ha raggiunto una vittoria netta, tuttavia si prevede che non sarà semplice costruire una maggioranza. Sarà infatti necessario intessere la collaborazione con numerosi e variegati partiti minori, che saranno cruciali per determinare una coalizione. Uno degli interlocutori principali di Fico sarà il leader Michal Simecka, Vicepresidente del Parlamento Europeo da gennaio 2022 e guida del partito Slovacchia Progressista (PS), di matrice liberale centrista- assestatosi come secondo partito di preferenza con il 17%. In passato Slovacchia Progressista aveva agito da controbilancia su alcune questioni rilevanti, quali il solido sostegno all’ucraina, le politiche verdi e i diritti LGBTQ+. Ora, se Robert Fico manterrà le opinioni espresse in campagna elettorale, non è inverosimile che Bratislava si ritrovi più in linea con l’Ungheria di Viktor Orbán che con l’Unione Europea.

L’esperienza politica del premier affonda le sue radici nel Partito Comunista e nel Partito della Sinistra Democratica (SDL), che raccolse l’eredità comunista dopo la Rivoluzione di Velluto del 1989. Dal 1994 al 2000, il giovane Fico ha rappresentato il suo Paese presso la Corte Europea dei diritti dell’uomo– con un atteggiamento marcatamente differente rispetto a quello odierno. Negli stessi anni inizia la sua ascesa personale, sublimata dalla fondazione di Smer, con l’obiettivo di convogliare comunisti e socialisti in un’alternativa più vicina al centro. Il nuovo partito guadagnò rapida approvazione e divenne la prima forza di opposizione al governo dei democratici di Mickulás Dzurinda. Nel 2006, con il 29,1%, Fico è per la prima volta Primo Ministro, sostenuto da una coalizione con il Partito Nazionale Slovacco (SNS) e il Partito Popolare- Movimento per una Slovacchia Democratica (HZSD). Nel 2012 lo Smer raggiunse il 44% di consenso e Fico ottenne il secondo mandato, per poi seguire con il terzo dal 2016 al 2018, con un successo più limitato. Quest’ultimo incarico si concluse sull’onda delle proteste popolari, dovute al duplice omicidio del giornalista d’inchiesta Jan Kuciak e della sua compagna Martina Kusnirova, a seguito delle indagini avviate dal reporter riguardo a corruzione e contatti con la mafia all’interno del governo.

Ad oggi, cinque anni dopo, Fico è ritornato nel panorama governativo sfruttando l’insoddisfazione per il governo di destra di Heger e la caduta anticipata di quello tecnico di Ódor. Le prime dichiarazioni del leader socialdemocratico hanno messo in luce posizioni nette: “la Slovacchia ha problemi maggiori che non l’Ucraina”, additata come “fascista”. “Pronto ad aiutare l’ucraina a livello umanitario e con la ricostruzione, ma non con gli armamenti“, ha affermato il premier dopo lo spoglio delle urne. Altrettanto radicali sono le intenzioni nei confronti dei migranti, provenienti dalla rotta balcanica, nei confronti dei quali Fico non ha fatto segreto di essere pronto ad usare la forza. “Non saranno belle immagini”, ha commentato. In ogni caso, per portare a compimento i suoi disegni il Primo Ministro necessita di alleati, almeno due, che potrebbero essere il Partito Nazionale Slovacco (SnS, 5,6%, 10 seggi)- con cui Fico ha già governato due volte- e il Partito Voce-Socialdemocratica (Hlas-Sd, 14,7%, 27 seggi), coordinato dal suo rivale Peter Pellegrini. 

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