giovedì, 30 Maggio 2024

New York, proteste pro-Gaza nelle università: irrompe la polizia a UCLA

Ci sono stati 300 arresti a New York durante lo sgombero dei manifestanti

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La tensione cresce nelle università degli Stati Uniti mentre le proteste a sostegno della Palestina continuano ad attirare l’attenzione nazionale. Nella più recente escalation, le forze di sicurezza sono intervenute nell’accampamento pro-Palestina allestito dai manifestanti presso l’Università della California, UCLA, secondo quanto riportato dalla CNN.

L’intervento delle forze di sicurezza è stato preceduto dal lancio di una granata stordente, secondo quanto riferito. La corrispondente di SkyNews ha descritto l’evento come un’azione quasi distrattiva, con la polizia che ha lanciato un “flashbang” proprio mentre avviava l’operazione per smantellare l’accampamento. In precedenza, le forze dell’ordine avevano richiesto ai manifestanti di abbandonare pacificamente il luogo, dopo aver dichiarato illegale l’accampamento.

Sul posto sono intervenute diverse agenzie per la sicurezza con compiti specifici: il Dipartimento di Polizia di Los Angeles ha lavorato per mettere in sicurezza il perimetro, la California Highway Patrol ha gestito l’accesso all’accampamento e il dipartimento dello sceriffo di Los Angeles ha monitorato la folla. Le forze dell’ordine erano equipaggiate con dispositivi di protezione, comprese maschere antigas, secondo fonti citate dall’emittente.

La notte scorsa, circa 300 persone sono state arrestate durante un’operazione di polizia volta a sgomberare i campus della Columbia e del New York City College dai manifestanti pro-Gaza. Il sindaco di New York, Eric Adams, ha condannato il movimento, affermando di non permettere che i giovani siano radicalizzati.

Le tensioni rimangono alte mentre le proteste pro-Palestina continuano a scuotere le istituzioni accademiche e le città di tutto il paese. La risposta delle autorità sta attirando un crescente dibattito sulla libertà di espressione e il diritto di protesta, mentre la situazione in Medio Oriente continua a suscitare emotive reazioni a livello globale.

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