giovedì, 18 Luglio 2024

Guerra in Ucraina, piovono droni su Rostov e Mosca. Il presidente della Romania: “Detriti oltre il confine. Inaccettabile”

Il presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha invocato "un'inchiesta urgente e professionale" al fine di identificare la provenienza di alcuni detriti di drone rinvenuti sul suolo romeno. Se venisse confermata l'origine russa, si tratterebbe di una situazione "inaccettabile", "una grave violazione" della sovranità e integrità territoriale del Paese.

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Durante la notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 settembre sono state segnalate alcune esplosioni presso la città russa di Rostov, nell’est europeo del Paese. In particolare gli allarmi avrebbero interessato l’area in prossimità del quartier generale del comando del distretto militare meridionale, un punto fortemente strategico nell’ambito dell’invasione dell’Ucraina, nonché uno dei siti sequestrati dal defunto Yevgheny Prigozhin durante il suo breve ammutinamento. Le difese aeree russe sarebbero entrate in azione per abbattere due droni ucraini che miravano alla città, a soli 100 chilometri a est del confine con l’Ucraina. Il governatore regionale Vasily Golubev ha riferito tramite Telegram che almeno tre edifici e diverse auto avrebbero subito danni, mentre una persona sarebbe rimasta ferita. Le offensive notturne hanno interessato anche il distretto urbano di Ramensky, nella regione di Mosca, il cui sindaco, Sergei Sobyanin, ha denunciato un tentativo di attacco tramite droni a danno della capitale, anch’esso sventato dalle forze aeree. Sobyanin ha aggiunto che la caduta dei detriti non avrebbe causato vittime, feriti o danni sul luogo, presso il quale sono intervenuti i servizi di emergenza.

Sul versante opposto, gli ultimi aggiornamenti hanno riportato che le forze di occupazione russa avrebbero colpito il mercato di Kostyantynivka, nella regione di Donetsk, provocando la morte di 17 persone e innumerevoli altri feriti. Sulla piattaforma ucraina United24 è stato inoltre pubblicato il video di quella che viene descritta come l’esplosione di un missile russo, neutralizzato in volo dalle forze di Kiev, in una località non specificata. Al centro del bersaglio russo sono entrate anche le armi utilizzate dal governo di Kiev, nello specifico quelle provenienti dagli USA e dotate di proiettili all’uranio impoverito, un metallo pesante utilizzato per rendere le munizioni più resistenti e perforanti. Il viceministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, ha dichiarato come la fornitura di questi armamenti sia il “riflesso dello scandaloso disprezzo di Washington per le conseguenze ambientali dell’uso di questo tipo di munizioni in una zona di guerra”, evidenziando come numerosi studi mondiali tematizzino preoccupazione per i possibili danni ecologici dovuti all’uranio depleto. D’altra parte, il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americano, John Kirby, ha risposto mettendo in guardia la stampa estera sulla reale innocuità di queste armi: “non c’é nulla di controverso, è Mosca che vuole farne un caso”.

Frammenti di drone in Romania

La presenza di droni, o, meglio, dei loro rottami, è al centro anche di un’altra delicata notizia, giunta dal presidente della Romania, Klaus Iohannis. Quest’ultimo infatti ha invocato “un’inchiesta urgente e professionale” al fine di identificare la provenienza di alcuni detriti di drone rinvenuti sul suolo romeno. Se venisse confermata l’origine russa, si tratterebbe di una situazione “inaccettabile”, “una grave violazione” della sovranità e integrità territoriale del Paese. La segnalazione in realtà è riconducibile a fatti del 5 settembre, ma solo oggi il Ministero della Difesa romeno ha ammesso il rinvenimento, finora negato da Bucarest. Il Governo ucraino infatti, già negli scorsi giorni, aveva comunicato che alcuni frammenti di droni di fabbricazione iraniana, usati durante l’attacco ai porti sul Danubio nella notte di domenica, sarebbero caduti oltre il confine della Romania. La Nato ha espresso la propria solidarietà al Paese tramite il portavoce Dylan White, il quale ha specificato che l’Alleanza “continuerà a monitorare da vicino la situazione”.

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