giovedì, 21 Settembre 2023

Incendi in Sicilia, vicini alla fine dell’emergenza: ora si contano i danni e si riflette sulle carenze dell’isola

Continua a bruciare la discarica di Bellolampo, ma nel resto della provincia palermitana i roghi sembrano quasi del tutto estinti. Si inizia il bilancio definitivo dei danni. La Regione ha stanziato un milione di euro a favore del Comune per far fronte alle operazioni di ripristino cittadino.

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Dopo giorni di costante allerta delle Forze dell’Ordine e paura per cittadini e turisti, la Sicilia sembra tornare a respirare, specialmente nell’area del Palermitano, tra quelle colpite più severamente. I roghi sono stati per lo più domati e nella scorsa notte i Vigili del Fuoco sono dovuti intervenire solo per spegnere due focolai di vegetazione. I punti critici residui sono legati principalmente alla discarica di Bellolampo e agli accumuli di rifiuti in città, spesso anche questi ultimi oggetto di incendi. In particolare, la quarta vasca dell’impianto di Bellolampo continua a bruciare e, secondo i controlli, saranno necessari almeno 15 giorni affinché il biogas che sottoalimenta il fuoco si esaurisca.

“L’amministrazione comunale sta seguendo con particolare impegno la situazione nella discarica”, ha comunicato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, riconoscendo la gravità del momento e la concreta possibilità di rischi ambientali. In aiuto il Governo Regionale ha deliberato lo stanziamento straordinario di un milione di euro in favore del Comune. I Vigili del Fuoco restano in azione per ispezionare la situazione generale, tenendo sotto controllo soprattutto la zona di Altofonte e intervenendo laddove si presentino ulteriori difficoltà.

Ora lo sguardo si rivolge alla computa dei danni e alla riflessione sulle carenze che hanno contribuito a rendere così drammatica la situazione. Pur nella consapevolezza dell’azione assidua e criminale dei piromani, le autorità dovranno confrontarsi anche con le fragilità interne che non hanno permesso di intervenire con la dovuta efficienza nello spegnimento dei roghi. Norme lacunose sul catasto degli incendi, la disponibilità e l’oculato investimento dei fondi, la complicata questione dell’appalto per la sorveglianza antincendio, infine, la carenza di organico all’interno del Corpo Forestale siciliano.

Spesso mancano le innovazioni: i mezzi utilizzati non solo sono insufficienti dal punto di vista numerico ma anche arretrati nel loro funzionamento. Quello che risulta immediatamente chiaro è che la prevenzione è generalmente scarsa e a trarne il maggiore vantaggio sono coloro che appiccano il fuoco dolosamente. Si aggiungano gli effetti peggiorativi del clima estivo estremo e il risultato sono i giorni di crisi ininterrotta che la Regione ha vissuto. Si auspica che il peggio sia passato, si guarda al futuro con la certezza dell’esigenza di nuovi provvedimenti e miglioramenti strutturali.

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