venerdì, 19 Luglio 2024

No al riconoscimento facciale ai concerti negli Usa, Tom Morello e Zack de la Rocha tra gli artisti in rivolta

Il riconoscimento facciale ai concerti  è uno strumento sempre più diffuso, soprattutto negli Stati Uniti. Questa innovazione ha destato molte critiche , oltre cento gli artisti contrari.

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Il riconoscimento facciale ai concerti  è uno strumento sempre più diffuso, soprattutto negli Stati Uniti. Si tratta di una pratica utilizzata non solo come sistema di controllo delle folle ma anche per passar ei tornelli in modalità “paperless”, associando il proprio volto all’acquisto del biglietto, e per comprare merchandising, cibo e bevande, con un addebito diretto sul proprio conto, evitando di portare con sé soldi o carte di pagamento.

Questa innovazione ha destato però molte critiche; tra gli oltre cento artisti che contrari ci sono anche Tom Morello e Zack de la Rocha, famosi con i Rage Against the Machine.

Ad avviare la protesta, che invita gli artisti a boicottare i concerti, è il gruppo di difesa dei diritti digitali Fight for the Future, che chiede il divieto della tecnologia di scansione del volto in tutti gli eventi dal vivo. Gli artisti che hanno firmato l’impegno includono Boots Riley, Wheatus , Anti-Flag , Downtown Boys e molti altri. Come risposta, gli organizzatori di location tra cui House of Yes, Lyric Hyperion e Black Cat, si sono impegnati a non utilizzare la tecnologia per i loro spettacoli.

Leila Nashashibi, attivista di Fight for the Future, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che il fatto che le aziende tecnologiche stiano  proponendo l’uso di strumenti di dati biometrici come ‘ innovativi’ e utili per aiutare l’efficienza e la sicurezza non è solo falso ma anche moralmente ingiusto perchè  questa tecnologia è così imprecisa che in realtà crea più danni e problemi di quanti ne risolva, attraverso l’errata identificazione e altri difetti tecnici. Ancora più spaventoso, però, è un mondo in cui il sistema funzioni perfettamente al 100% in  uno scenario in cui la privacy è inesistente, dove siamo identificati, osservati e sorvegliati ovunque andiamo.

La campagna è iniziata a seguito della conferma che il Madison Square Garden, l’impianto sportivo di Manhattan, stava usando il riconoscimento del volto per identificare gli avvocati presenti agli eventi e accompagnarli all’uscita, se associati ad una causa in corso contro la società Madison Square Garden Entertainment.

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