martedì, 16 Aprile 2024

Bloccata la nave di Banksy nel porto di Lampedusa. Oltre 4000 sbarchi e 2 naufragi, ma Piantedosi rilancia: “bisogna bloccare gli sbarchi”

Sbarchi fuori controllo in varie città d'Italia, due naufragi in acque sar libiche di cui non si conoscono ancora i morti. La priorità è bloccare la ONG di Banksy per aver violato le norme di salvataggio e complicato le operazioni.

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L’imbarcazione Louise Michel, deve il suo nome alla femminista e anarchica francese vissuta nel 1800, ha cominciato la sua attività di ricerca e soccorso in mare nel 2020. Finanziata dallo street-artist e attivista Banksy, è lunga 31 metri e batte bandiera tedesca, ora si trova in stato di fermo al porto di Lampedusa. Sabato 25 Marzo ha effettuato 5 operazioni di soccorso salvando 178 migranti, tra cui molte donne e bambini.

Secondo le unità italiane della Guardia Costiera, la ONG ha violato il codice di comportamento delle attività di soccorso compiendo salvataggi multipli e complicando le operazioni di salvataggio. Una contraddizione in termini, parrebbe. Le autorità italiane, infatti, denunciano che “le continue chiamate dei mezzi aerei ong hanno sovraccaricato i mezzi di comunicazione del Centro nazionale del coordinamento dei soccorsi, sovrapponendosi e duplicando le segnalazioni dei già presenti assetti aerei dello stato.”

La filosofia dei pochi ma buoni, è di fatto smentita dall’entità degli sbarchi avvenuta in questi giorni: dall’ultimo tragico naufragio del 23 Marzo scorso, sono giunti sulle coste italiane quasi 4000 migranti ( circa 3300 sotto il coordinamento della Guardia Costiera si sono registrati nei porti di Lampedusa, Roccella Jonica e Bari, dove dalla Geo Barents sono scesi circa 190 persone; altri 78 sono stati soccorsi dalla Life Support di Emergency in acque maltesi; non solo sempre nel porto di Lampedusa sono stati registrati altri 294 sbarchi autonomi e si registra, inoltre che 44 delle 49 imbarcazioni utilizzate per arrivare a Lampedusa siano salpate dalle coste di Sfax, in Tunisia. Come aveva fatto notare Giorgia Meloni in Europa, il pericolo dell’esodo tunisino è in forte crescita)

Anche la nave di medici senza frontiere la Geo Barents, è stata oggetto, dopo l’introduzione del decreto ong del mese scorso, di una sanzione per “non aver fornito tutte le informazioni richieste” durante una navigazione che si era conclusa nel porto di Ancona e la Ocean Viking, sabato 25 Marzo, mentre era impegnata in un’operazione di soccorso di 80 migranti è stata minacciata, con dei colpi di arma da fuoco sparati in aria, dalla Guardia Costiera libica e quindi fatta allontanare dal luogo dove stavano operando ( dalle immagini riprese dall’aereo di ricognizione della Sea-Watch, il Seabird, si vede come dopo che la ONG è stata fatta allontanare, il gommone è stato intercettato dalla Guardia costiera libica con una serie di manovre pericolose e l’esplosione di alcuni spari in acqua). Ma oggi, la punizione, e forse la peggiore delle punizioni che si possa adottare nei confronti di una nave che ha come unico scopo quello di salvare vite, è toccata alla nave rosa, femminista e anti razzista che solca il Mediterraneo centrale da 3 anni: la Luise Michel guidata dall’attivista tedesca Pia Klemp, cui sono stati messi i sigilli e che resterà ferma nel porto dell’isola italiana di Lampedusa. La nave dopo aver soccorso un barcone in acque libiche aveva ignorato le disposizioni di raggiungere il porto di Trapani, puntando invece su altri 3 barconi su cui si stavano dirigendo le motovedette della Guardia Costiera italiana che ha accusato la ONG di “complicare il delicato lavoro di coordinamento dei soccorsi e la non osservanza delle disposizioni ha inoltre rallentato il raggiungimento di un porto di sbarco per i migranti salvati nel primo intervento, inizialmente individuato in quello di Trapani dal Ministero dell’Interno, inducendo così a ridisegnare la decisione in modo da far convergere l’arrivo della ONG, per motivi di sicurezza e di urgenza, nel porto di Lampedusa, già peraltro sollecitato dall’arrivo di migranti in questi ultimi giorni.”  

D’altra parte gli attivisti della Louise Michel rispondono: “Ci impediscono di lasciare il porto e prestare soccorso in mare, questo è inaccettabile! Le ultime morti in mare – protestano i volontari della ONG, riferendosi agli ultimi due naufragi avvenuti in acque Sar maltesi che hanno visto morire almeno 7 migranti subsahariani recuperati dalle motovedette della Guardia Costiera (altri, non è chiaro quanti, sono stati recuperati da un peschereccio tunisino che era in zona e che è stato poi scortato dalla Guardia di Finanza nel porto di Lampedusa) – non sono né un incidente né una tragedia, sono volute! – incalzano ancora gli attivisti, bloccati in un porto, quello di Lampedusa, ormai al collasso, l’hot-spot conta almeno 2497 migranti.

Quindi mentre si inasprisce la contesa dei soccorsi in mare, mentre aumentano gli sbarchi in una movimentazione generale che evidentemente dopo Cutro, ha avuto un’accelerazione negli interventi andati a buon fine, non si placano le polemiche politiche. Ed è nuovamente il Ministro degli Interni, Piantedosi ha rilanciare una nuova bomba mediatica: “Boom di sbarchi? Colpa dell’opinione pubblica che li accetta!” Non sembra poi così dispiaciuto, evidentemente delle sue inopportune dichiarazioni circa il “carico residuale” o peggio “cosa posso fare io per il mio paese invece di scappare”, dichiarazioni post-Cutro che avevano incendiato proprio quella stessa opinione pubblica che di fronte a 100 cadaveri, di cui ancora risultano dispersi in 9, aveva risposto con mobilitazioni generali e proteste in tutta Italia ( è di ieri la manifestazione in occasione di un mese dalla Strage di Cutro, organizzata dalla Base 26 Febbraio, in diverse città d’Italia per dimostrare proprio come tante persone in Italia non accettino più osservazioni di questo tipo da un Ministro).

Per contro, Piantedosi aggiunge, in visita il 25 Marzo alla scuola di formazione politica della Lega, : “in altri paesi sono intransigenti in maniera trasversale tra posizioni politiche diverse. L’Europa e i Paesi che incrociano principalmente questo tema devono fare qualche passo in più verso l’inevitabile egoismo dei movimenti secondari secondo la regola di Dublino. Io e Meloni, stiamo facendo capire loro che l’unico modo per limitare i movimenti secondari è bloccare gli sbarchi. Non ci rassegneremo a ciò che avvenga nei termini e nei numeri con cui sta accadendo.”

E come si possono bloccare gli sbarchi? La prima cosa è, quindi, limitare le attività di soccorso non autorizzate e che, addirittura, secondo le dichiarazioni della Guardia Costiera italiana, intralciano le operazioni di soccorso concesse, ovvero: intanto blocchiamo le ONG, a bloccare gli sbarchi ci penseremo poi.

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