lunedì, 26 Febbraio 2024

L’autorità del Governo scende in Calabria, previsto il reato di strage per gli scafisti. Ma la Calabria non ci sta.

E' previsto per le 15.45 il Consiglio dei Ministri a Cutro, in Calabria. La popolazione calabrese risponde con una manifestazione contro l'ennesima passerella.

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Lo Stato Italiano si era stretto intorno alle vittime del naufragio di Cutro, quando il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 2 Marzo scorso, aveva dimostrato e mostrato tutta l’umanità che il nostro popolo avverte davanti all’ennesima strage in mare.

Oggi, si svolge sempre in Calabria (la regione commissariata dal 2009, considerata la parte più claudicante di un Paese che invece di stare accanto ai territori più fragili approva il ddl Calderoli, sostanzialmente inasprendo le disparità già evidenti tra le regioni di serie A e quelle di serie B ) un Consiglio dei Ministri straordinario dove il Governo Meloni porta la sua autorità.

Alla luce del nuovo arresto di un presunto quarto scafista, scappato in Austria, oggi l’esecutivo riunitosi proprio a Cutro, prevederà l’innalzamento delle pene per gli scafisti, il rafforzamento dei corridoi umanitari ( per i quali anche la Presidente della Commissione  Europea, Ursola von der Leyen, in risposta ad una missiva di Giorgia Meloni aveva assicurato che “l’UE può gestire l’emigrazione. Forniremo almeno mezzo miliardo di finanziamenti per il reinsediamento e i corridoi umanitari fino al 2025.” ) e il potenziamento dei flussi regolari. Il Governo, quindi, si accinge a dare il via libera ad un nuovo decreto, dopo il decreto flussi e la stretta promossa contro le navi delle ONG.

Benché sul contenuto del decreto che scriveranno oggi a Cutro, non trapelino indiscrezioni sembra chiaro che non verranno inserite le norme contenute nei decreti di Salvini del 2018. Come, infatti, precisa la sottosegretaria di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro non riscriveremo i decreti Salvini.” Dall’altra parte è lo stesso Matteo Salvini che in un post chiede un nuovo giro di vite sui permessi di soggiorno, sposando la linea migratoria del Primo Ministro inglese Rishi Sunak, secondo la quale “se arrivi illegalmente nel Regno Unito, non puoi più chiedere asilo, non puoi beneficiare del nostro sistema di protezione dalla schiavitù moderna, non puoi pretendere tutele umanitarie fasulle, non puoi restare.” 

La linea ipotizzata dal cdm di oggi sembra prediligere norme meno divisive come il rafforzamento dei corridoi umanitari e il potenziamento dei flussi regolari, insieme ad un innalzamento delle pene per gli scafisti ( sul tavolo sembra esserci un’ ipotesi di reato di strage per gli scafisti), tuttavia le polemiche sulla scelta di presenziare in Calabria, questo appuntamento stanno portando ad una vera e propria forma di contestazione, da parte del sindacato La Base di Cosenza (e non solo) che ha lanciato ieri la protesta pacifica e civile, concordando con la Questura una piazza autorizzata per oggi, contro, spiega Stefano Mancuso – responsabile del sindacato calabrese – “Ogni passerella sulla pelle delle persone, sulla pelle dei nostri territori e dei nostri problemi. Noi parteciperemo a questa manifestazione per fare capire che noi calabresi non ci stiamo, una protesta per la dignità del nostro popolo, della nostra regione, per fare capire che queste cose non devono succedere mai più.”

Alla protesta civile del popolo calabrese, si unisce anche la voce del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce che, pochi giorni fa aveva scritto una missiva alla Premier Giorgia Meloni, richiamandola alle proprie responsabilità e che oggi non si vede invitato alla riunione del Consiglio dei Ministri, cui, tra gli altri parteciperanno, il Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, il Presidente della Provincia Pitagorica, Sergio Ferrari e il Sindaco di Cutro, Antonio Ceraso.Uno schiaffo politico – commenta il sindaco Voce – nei confronti di chi ha osato disturbare il premier, costringendola ad entrare nel dibattito che si è aperto sulla tragica vicenda dei profughi.”

E’ di pochi giorni fa anche la nascita della Rete 26 Febbraio, un’Associazione che ha raccolto dentro e fuori la Calabria, ad oggi, circa 407 adesioni, di cui 275 enti e 132 persone singole, con lo scopo di “denunciare quella che non è stata solo l’ennesima tragedia delle migrazioni, ma la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo da troppo tempo, di ingiustizie e voluta indifferenza, da parte del nostro Paese e dell’Europa tutta. Lo abbiamo detto e lo ribadiremo ancora, le spiagge del Mezzogiorno d’Italia, dal Canale di Sicilia fino a Crotone, appunto, non possono più essere la deriva dei cadaveri dei territori extra-europei. Aree geografiche complesse e soggiogate da politiche e interessi coloniali, a cui tutt’oggi, molti Paesi Occidentali – l’Italia non è da meno – vendono armi e alimentano conflitti, povertà e emarginazione.”

Un confronto, quello previsto, per oggi pomeriggio alle 15.45 in Calabria che vedrà accendersi il dibattito dentro e fuori delle aule consiliari e che porterà nuovamente sulla scena politica problemi sociali mai sopiti, di territori martoriati da politiche scellerate uniti al profondo dolore di una terra, quella calabrese, stanca di essere il cimitero d’Italia.

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