giovedì, 20 Giugno 2024

Naufragio a Crotone, arrestato il quarto scafista: era scappato in Austria

E' stato riconosciuto grazie alle testimonianze dei superstiti. Sono quattro in carcere gli uomini accusati di omicidio e naufragio colposo. Nel frattempo Von der Leyen risponde all'appello di Meloni e promette mezzo miliardo per sovvenzionare i corridoi umanitari.

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Il quarto scafista del naufragio di Cutro è stato arrestato in Austria questa mattina. E’ stato riconosciuto grazie alle testimonianze dei superstiti. L’uomo di 28 anni, cittadino turco, durante la tragica traversata della “Summer Love” si occupava dei problemi meccanici del barcone. Subito dopo lo sbarco era riuscito a far perdere le sue tracce per alcuni giorni. E’ ora indagato per omicidio, naufragio colposo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Gli altri tre sono già in carcere da una settimana: un turco cinquantenne e due pachistani, un venticinquenne e un ragazzo che dice di avere 17 anni.

Stando ai verbali, la loro versione è simile alla storia dei “trasportati”, così chiamati dal fermo. Negano di essere gli scafisti, negano di sapere chi abbia fatto salire tutte quelle persone sul barcone, spedendole verso la loro ultima traversata. Non sanno neanche che fine abbiano fatto i soldi versati dai passeggeri disperati, dai 7500 ai 9500 dollari. Questa è la loro versione.

Lunedì 6 marzo la procura di Roma ha aperto un fascicolo sulla strage dei migranti iscritto come modello 45, ossia senza indagati o ipotesi di reato. A farlo è stato l’ufficio guidato dal procuratore Francesco Lo Voi, che ha precisato di aver ricevuto un esposto da un gruppo di parlamentari (tra cui Angelo Bonelli, Ilaria Cucchi e Nicola Fratoianni). I magistrati capitolini stanno valutano il documento e l’eventuale invio alla procura di Crotone.

Ursula von der Leyen promette mezzo miliardo per finanziare i corridoi umanitari

Intanto il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, risponde alla missiva della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, inviata dopo il naufragio. Scrive: “Condivido totalmente la tua opinione che come europei, politici e cittadini abbiamo il dovere morale di agire per evitare simili tragedie, che purtroppo si verificano troppo spesso. Quest’ultima tragedia deve quindi servire da invito a raddoppiare la nostra determinazione a portare soluzioni efficaci e durature“. La volontà è di sostenere a livello europeo l’impegno dell’Italia nella gestione dell’emergenza profughi.

La lettera prosegue con una menzione ai corridoi umanitari aperti per i profughi ucraini, il più grande sfollamento dalla Seconda guerra mondiale. “Nel corso del tempo, abbiamo dimostrato che quando agiamo insieme, l’Ue può gestire la migrazione“. Per Von der Leyen sono fondamentali gli sforzi che l’Italia sta facendo. L’importante è concentrare questi sforzi per garantire una via di fuga sicura a chi non ha altra alternativa che affidarsi a criminali. “Forniremo almeno mezzo miliardo di euro di finanziamenti per il reinsediamento e i corridoi umanitari fino al 2025, offrendo sostegno per il reinsediamento di circa 50 mila persone“. Si continuerà a dare la priorità a vie sicure dalla Libia e dal Niger. Insieme alla task force Ue-Unione Africana-Onu si garantirà anche il “rimpatrio volontario e assistito” per coloro che non hanno bisogno di protezione.

Palazzo Chigi è soddisfatto, ma attende una risposta europea

A Palazzo Chigi le parole della presidente della Commissione Ue vengono accolte con soddisfazione. In una nota si può leggere:”Dalle parole del Presidente della Commissione emerge infatti la piena consapevolezza di come vi sia la necessità di una concreta e immediata risposta europea in tema migratorio”.

Il Presidente von der Leyen, infatti – prosegue Palazzo Chigi – fa riferimento a ulteriori azioni da coordinare e intraprendere a livello Ue per prevenire le partenze irregolari, salvare vite umane in mare, combattere le reti criminali di trafficanti ed evitare che tragedie come quella di Cutro si ripetano in futuro. In particolare, la volontà della Commissione di intensificare la cooperazione con i principali partner in Nord Africa, di istituire un quadro di cooperazione rafforzata, di lavorare a un “coordinamento della ricerca e del soccorso”, di fornire ulteriore sostegno economico nella gestione delle frontiere marittime, oltre alla volontà di tenere il dossier migratorio al centro del prossimo Consiglio europeo di marzo in vista di un futuro accordo sul Nuovo Patto sulla Migrazione e l’Asilo corrispondono perfettamente alle richieste portate in questi mesi dal governo italiano presso le istituzioni europee”.

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