giovedì, 29 Febbraio 2024

Tensione nucleare, l’Iran scopre il velo sull’atomica?

Il 17 novembre 2022 l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) pubblicò un comunicato nel quale veniva richiesto all'Iran di giustificare il rinvenimento (tra il 2019 e il 2020) di particelle di uranio di origine antropogenica in tre località non dichiarate: Turquzabad, Varamin, Marivan. Oggi la visita di Rafael Grossi a Teheran per far luce sulla scoperta dell'arricchimento di uranio all'84%.

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Il 17 novembre 2022 l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) pubblicò un comunicato nel quale veniva richiesto all’Iran di giustificare il rinvenimento (tra il 2019 e il 2020) di particelle di uranio di origine antropogenica in tre località non dichiarate: Turquzabad, Varamin, Marivan. Adesso, giorni di speculazioni mediatiche hanno preceduto la scoperta da parte dell’Agenzia di particelle di uranio arricchite fino all’84% da parte di Teheran. Sarebbe una quantità tale da consentire all’Iran la produzione della bomba atomica.

La Repubblica islamica avrebbe negato di essersi intenzionalmente armata fino a quel livello (per la precisione, secondo i rapporti AIEA, l’uranio sarebbe stato arricchito all’83,7%), affermando che le particelle scoperte in Medio Oriente sarebbero un sottoprodotto generatosi durante un periodo di transizione al momento della messa in servizio (novembre 2022). Questo, secondo Tehran Times. Mohammad Eslami, il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica in Iran, ha dichiarato mercoledì che la Repubblica islamica e l’AIEA avrebbero risolto la questione, esaminata da vari esperti. In realtà, le tensioni tra Teheran e il mondo occidentale non sono affatto allentate e l’Europa, adesso, inizia seriamente a preoccuparsi. A tal punto che, Rafael Grossi, capo dell’AIEA, ha fissato un imminente visita a Teheran; potrebbe essere l’occasione per scoprire il velo sui progetti atomici della Repubblica islamica. Intanto prendono forma, come annunciate dal ministro degli Esteri iraniano, Amir Abdollahian, le contromisure di Teheran alle sanzioni dell’Unione europea: due diplomatici tedeschi sono stati espulsi dal Paese, in risposta alla stessa misura adottata nei giorni scorsi da Berlino nei confronti di due diplomatici iraniani.

Il preoccupante rapporto AIEA nel 2022

Secondo quanto riportato nel rapporto AIEA del 17 novembre 2022, nel marzo dello stesso anno Mohammad Eslami avrebbe precedentemente accordato all’Agenzia un imminente chiarimento riguardo le tre località non dichiarate, nelle quali Teheran avrebbe continuato il processo di arricchimento delle particelle. Tuttavia, si legge nel rapporto, “nonostante l’Agenzia fornisca all’Iran numerose opportunità, attraverso scambi e incontri a Vienna e Teheran, il problema rimane irrisolto“. A giugno la Repubblica islamica non aveva ancora fornito chiarimenti esaustivi sulla questione né informato riguardo le posizioni contaminate da materiale nucleare, che sarebbe stato spostato da Turquzabad in un luogo sconosciuto. Ecco cosa si legge nel rapporto AIEA: “L’Agenzia ha indicazioni che i container che erano stati immagazzinati a Turquzabad avevano o contenevano materiale nucleare […] L’Agenzia valuta che, mentre alcuni dei container immagazzinati erano stati smantellati, altri sono stati rimossi dalla sede nel 2018 e spostati in luogo sconosciuto“. Soltanto nel mese di novembre, poi, secondo AIEA, la Repubblica islamica avrebbe inviato funzionari incaricati di esaminare la questione con Vienna. L’Iran avrebbe accettato di impegnarsi per risolvere il problema, di fatto, riconoscendolo. Risulta probabile che il programma di arricchimento delle particelle di uranio fosse in atto dal 2003, visto che nella località di Marivan Teheran avrebbe, da quell’anno, pianificato test nucleari.

Oggi la visita di Rafael Grossi a Teheran

Oggi, venerdì 3 marzo, il capo dell’AIEA, Rafael Grossi, ha fissato un incontro a Teheran con il presidente Ebrahim Raisi e le alte autorità iraniane nella speranza di fare finalmente luce sulla questione nucleare. “Questa visita potrebbe riaprire i colloqui per il JCPOA (Accordo sul nucleare iraniano). Non accettiamo casi insoliti che sono politicamente motivati e sottoposti a pressioni” avrebbe affermato Grossi secondo i media iraniani. La Repubblica islamica sarebbe disposta, secondo Tehran Times, a chiarire qualsiasi malinteso e non intraprendere nessun’attività che possa minare la trasparenza dei progetti nucleari del Paese. Sempre secondo il quotidiano locale, gli esperti AIEA potrebbero riaprire una strada che possa finalmente condurre ad un nuovo accordo sul JCPOA, dal quale gli Stati Uniti hanno deciso di ritirarsi nel 2018, sotto il Governo Donald Trump. I negoziati per limitare le attività nucleari iraniane (stipulati nel 2015), sono stati definitivamente bloccati nell’estate 2022.

Washington, Berlino e Tel Aviv: tensioni con l’Occidente

Un rinnovo dell’accordo sul nucleare iraniano non è in programma e non lo è stato per mesi” ha dichiarato alla stampa nei giorni scorsi il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ned Price. Il direttore della Cia, Williams Burns, in un’intervista alla Cbs, avrebbe definito molto preoccupante l’escalation iraniana nell’ambito della produzione nucleare. L’Unione europea, dal canto suo, non ritira le sanzioni contro la Repubblica islamica ed anzi, recentemente, a far infuriare Teheran ci ha pensato la Germania. A due diplomatici iraniani, a Berlino, è stata recapitata una lettera in cui gli veniva riferito che essendo “persona non grata” avrebbero dovuto immediatamente lasciare il Paese. Il ministro degli Esteri di Raisi, Amir Abdollahian, annunciò che la Repubblica islamica avrebbe risposto prontamente alla stessa maniera. E infatti, a due diplomatici tedeschi è stato intimato di abbandonare Teheran, nella giornata di ieri, in quanto persone non più gradite all’interno dell’Iran. Nel vortice di tensioni che attanagliano il Paese dell’Ayatollah, c’è anche la questione del delicatissimo rapporto con Israele e la posizione affatto neutrale riguardo la guerra in Ucraina (l’Iran starebbe rifornendo Mosca di droni).

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