mercoledì, 19 Giugno 2024

Corruzione al Parlamento europeo, Eva Kaili confessa: “Sapevo delle valigie con le mazzette”

Secondo quanto riferito dal quotidiano belga Le Soir, Eva Kaili avrebbe confessato e ammesso di sapere del giro di mazzette. Giovedì 22 dicembre comparirà davanti alla camera di consiglio, che dovrà decidere se prolungare la sua detenzione o rilasciarla con o senza condizioni.

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Altro sviluppo nella vicenda Qatargate, che da qualche tempo sta tenendo in fermento le istituzioni europee. L’ex vicepresidente del Parlamento europeo, Eva Kaili, in carcere dal 9 dicembre scorso, davanti agli inquirenti ha ammesso di aver incaricato il padre di nascondere le mazzette di denaro e di essere a conoscenza dell’attività portata avanti dal marito, Francesco Giorgi, con l’ex eurodeputato Antonio Panzeri, entrambi in carcere. A riportare la notizia è il quotidiano belga Le Soir in base ad alcuni documenti visionati.

Tutti contro tutti

Anche Antonio Panzeri avrebbe riconosciuto in parte il suo coinvolgimento, puntando poi il dito sull’ex collega socialista Marc Tarabella come beneficiario dei “regali” del Qatar. Secondo la ricostruzione di Le Soir, il giorno del blitz che ha portato agli arresti, Kaili sarebbe entrata nel panico quando la Polizia ha fermato il compagno Francesco Giorgi, che aveva appena lasciato il loro appartamento in rue Wiertz, a poca distanza dal Parlamento europeo. Oltre ad avvertire il padre, fermato poco dopo al Sofitel, un hotel di alta fascia nel cuore del quartiere europeo, mentre tentava di darsi alla fuga con una valigia piena di contanti, l’ex vicepresidente del Pe ha tentato anche di mettersi in contatto con Panzeri e altri due eurodeputati citati nell’inchiesta, dei quali non viene tuttavia indicato il nome.

Giovedì si decide

Banconote nella casa di Kaili e Giorgi e il tentativo di inquinare le prove sono bastati per convincere la giustizia belga ad arrestarla. La politica ellenica è detenuta nel carcere di Haren, nella periferia di Bruxelles. Giovedì 22 dicembre comparirà davanti alla camera di consiglio, che dovrà decidere se prolungare la sua detenzione o rilasciarla con o senza condizioni.

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