giovedì, 9 Febbraio 2023

Corruzione al parlamento Europeo, 4 fermi a Bruxelles: tra gli indagati l’ex eurodeputato Antonio Panzeri

Eseguite diverse perquisizioni a carico di quattro assistenti parlamentari del gruppo Socialisti & Democratici, un assistente del gruppo Partito popolare europeo, due consiglieri e un funzionario del Parlamento europeo, oltre ad alcuni responsabili di associazioni no profit che operano in UE.

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Nella giornata di oggi 9 dicembre, l’ex eurodeputato Antonio Panzeri e altri 3 italiani sono stati indagati e fermati dalla magistratura di Bruxelles, nel corso di una indagine per corruzione internazionale iniziata nello scorso mese di luglio. Tra gli indagati risulta anche Luca Visentini, segretario generale dei sindacati internazionali– Ituc; a dare la notizia sono state le testate giornalistiche del Belgio Lesoir e Knack. I quattro indagati dovrebbero presentarsi davanti al giudice nelle prossime 48 ore, che deciderà se convalidare il fermo o rilasciarli. Secondo quanto riferiscono i due giornali ci sarebbero state diverse perquisizioni che avrebbero riguardato: quattro assistenti parlamentari del gruppo Socialisti & Democratici, un assistente del gruppo Partito popolare europeo, due consiglieri e un funzionario del Parlamento europeo, oltre ad alcuni responsabili di associazioni no profit che operano in UE.

L’ufficio del procuratore federale ha successivamente confermato la notizia: “La polizia ha effettuato 16 perquisizioni in diverse località nei dintorni di Bruxelles. Queste perquisizioni sono state effettuate nell’ambito di un’ampia indagine per presunti atti di organizzazione criminale, corruzione e riciclaggio di denaro” e durante i controlli sarebbero stati sequestrati 500mila euro in contanti. Secondo le autorità belga “un Paese del Golfo avrebbe tentato di influenzare le decisioni economiche e politiche del Parlamento europeo“. Stando alle informazioni rilasciate dai media, ma non confermate dai magistrati, sembrerebbe che il Paese in questione sia il Qatar, che “avrebbe versato ingenti somme di denaro e offerto doni a terzi con una posizione politica e/o strategica importante all’interno del Parlamento europeo”. Secondo l’accusal’attività di corruzione sarebbe servita per difendere l’immagine del Paese durante i mondiali di calcio, e i progressi fatti nel campo della tutela dei diritti umani e delle condizioni di lavoro dei migranti.

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