martedì, 27 Febbraio 2024

Cop27, frustrazione e critiche per la bozza di accordo. L’Onu: “Agire velocemente”

La bozza di accordo pubblicata nella mattinata sta suscitando rabbia e frustrazione da più parti per la debolezza con cui vengono affrontati i temi della finanza climatica e del Loss and Damage. Appare sempre più possibile un prolungamento dei negoziati anche nel week end

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La conclusione della Cop27 è prevista nelle prossime 24 ore e i negoziatori restano divisi su un numero significativo di argomenti. Li sollecito ad agire, agire velocemente. Il mondo ci sta guardando e ha un semplice messaggio: alzatevi e parlate“. È netto il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, rientrato da Bali dopo la conclusione del G20 e frustrato per la mancanza di progressi nei negoziati della Cop27. Guterres aveva già espresso la necessaria urgenza delle trattative rivolgendosi ai leader mondiali lo scorso 7 novembre ed è tornato sull′argomento dopo la pubblicazione nella mattinata di oggi della prima bozza di quello che può essere l’accordo della Cop27. La bozza che sta circolando non include infatti l’appello alla riduzione graduale di tutti i combustibili fossili, come richiesto da Unione Europea e India. Non sono nemmeno presenti dettagli sulla costituzione di un fondo per perdite e danni, noto come Loss and Damage. Queste mancanze stanno causando rabbia e disappunto crescenti.

Debolezza di linguaggio e decisioni

L’organizzazione internazionale ActionAid sta chiedendo alla Presidenza egiziana della Cop27 di ritirare e riscrivere la bozza che sta circolando. Teresa Anderson, coordinatore delle politiche sul clima ha dichiarato “Il linguaggio della bozza sull’eliminazione progressiva dei combustibili fossili è troppo debole. Anche il linguaggio finanziario è altrettanto debole, la crisi climatica globale non si può risolvere a meno che le nazioni più ricche agiscano più velocemente, finanziando anche le nazioni in via di sviluppo“.

Sulla debolezza della bozza circa il meccanismo di perdite e danni è intervenuto Sherry Rehamn, ministro pachistano e rappresentante del G77, l′Organizzazione intergovernativa delle Nazioni Unite formata da 134 Paesi principalmente in via di sviluppo. ″Noi vediamo questo come un problema di giustizia climatica e se continua a essere rimandato lo vedremo come una questione di giustizia negata. La vulnerabilità non dovrebbe essere una condanna a morte, ed è quello che molte persone stanno affrontando″.

Un altro negoziatore del G77 ha dichiarato ″Non ci ho mai visti così uniti su una questione come perdite e danni. C‘è un forte respingimento, in particolare dagli Stati Uniti. Hanno detto che non accetteranno una decisione che istituisce un fondo per perdite e danni. Ecco dove è l′impasse. Stiamo dicendo che abbiamo bisogno di una decisione ora e di un processo per negoziare i termini di riferimento. Vogliamo una decisione ora sulla creazione del fondo. C‘è una reazione negativa da parte dei Paesi sviluppati“.

Necessario un prolungamento dei lavori

Secondo alcuni osservatori è probabile quindi che il summit si protragga oltre la prevista data di chiusura fissata da calendario per domani, venerdì 18 novembre. Si prevedono sessioni notturne nel tentativo di arrivare a un accordo e di riempire le lacune nel documento che sta circolando. Secondo Bob Ward, direttore della comunicazione al Grantham Research Institute on Climate Change and Environment : “C’è poca evidenza di progresso. Penso che sia certo ora che il summit proseguirà nel week end, andando quindi oltre il termine fissato da calendario”.

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