giovedì, 8 Dicembre 2022

Tetto al contante sparisce da decreto aiuti, Governo: “Modifiche in arrivo”. Pensioni, allo studio nuove riforme

Nella prima bozza del Decreto Aiuti Quater si parlava dell'aumento al limite dei contati che sarebbe stato portato a 5mila euro, ma nella nuova bozza la misura è assente, anche se alcune fonti interne assicurano che non c'è nessun dietro front. Nel 2024 è previsto l'arrivo della riforma per le pensioni, ma fino a quel momento si sta valutando un continuo delle misure avviate da Draghi.

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Col ritorno di Giorgia Meloni dal G20, sono ripartiti i lavori per permettere agli italiani di riprendersi dai problemi economici affrontati prima e durante la pandemia, e successivamente con il caro energia. Sul tavolo della premier diverse misure tra cui l’innalzamento al tetto del contante e la riforma delle pensioni; la prima servirebbe per aiutare l’economia senza limitare le transazioni. Per le pensioni si pensa a una riforma totale per l’età pensionabile e agli anni di contributi necessari, con un occhio ai giovani e alle madri lavatrici

Tetto del contante si o no?

Nella giornata di giovedì 10 novembre, il governo ha approvato una prima bozza del decreto Aiuti quater, che prevede uno stanziamento di circa 9 milioni di euro e bollette rateizzabili fino a 36 mesi per le imprese. Inizialmente, all’interno del nuovo provvedimento era previsto anche l’aumento per il tetto del contante a 5mila euro. “Abbiamo scelto di alzare il tetto del contante a cinquemila euro, l’avevamo nel programma e la scelta che è stata fatta è di allinearsi alla media europea” aveva dichiarato Giorgia Meloni.

L’attuale limite per le spese in contanti è fissato ai 2mila euro, una scelta fatta per combattere l’evasione fiscale, e l’innalzamento della soglia avrebbe favorito le imprese ma secondo alcuni partiti, si favorirebbe anche il riciclaggio di denaro proveniente da operazioni illecite. La nuova misura era indicata nel comma 2 dell’articolo 6 della bozza originale, ma alla data del 16 novembre sarebbe sparito ogni riferimento. Alcune fonti all’interno del governo ritengono che questo non sia un cambiamento, che il “tetto del contante verrà innalzato a 5mila euro” e che la misura verrà inserita ugualmente nel decreto aiuti quater.

Riforma pensioni: Quota 41 ibrida “subito”, nuova riforma nel 2024

A fine dicembre 2022 scadrà la Quota 102, misura sulle pensioni introdotta durante il governo Draghi, ma pare che la nuovo presidente del consiglio abbia intenzione di creare una soluzione temporanea per arrivare al 2024, anno in cui avverrà la riforma completa. Il nuovo provvedimento chiamato Quota 41 ibrida, dovrebbe garantire il pensionamento a 62 anni con 41 anni di contributi. Dal 2024 invece, la nuova riforma dovrebbe permettere ai cittadini di andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica. Non tutti sono d’accordo con questa linea tracciata dal Governo Meloni, infatti alcuni sindacati non vorrebbero un prolungamento delle quote rigide, attuale sistema pensionistico, preferendo l’anticipo della riforma.

Sul tavolo della Meloni ci sarebbero due ulteriori tipi di ipotesi per la pensione, una riguarderebbe la riduzione dell’importo rispetto all’anzianità del soggetto o un ricalcolo dell’intero assegno contributivo, con un importo ridotto fino al 20% per il pensionamento a 62 o 63 anni. Con la nuova riforma, il governo prevede anche di alleggerire la tassazione sui fondi pensione che scenderebbe del 2,5% dall’attuale 15%. Secondo quanto emerso dagli ultimi monitoraggi dell’INPS, pare che nei prossimi 10 anni un terzo dei dipendenti pubblici potrà accadere alla pensione, creando un vuoto sui posti di lavoro; un nuovo provvedimento potrebbe essere quella di rispolverare il pensionamento posticipato per parecchi settori. L’ipotesi iniziale prevedeva il taglio del 33% dei contributi per tutti gli anni di rinvio, con un aumento del 9,19% sullo stipendio mensile. Al momento dell’effettivo pensionamento, il contributo rimarrebbe quello maturato al momento del rinvio.

Il cantiere delle riforme previdenziali continua a espandersi, con un occhio puntato all’aspettativa di vita, alle madri e ai giovani. Nel primo caso, si tratta di proposte che starebbero molto a cuore al premier; per quanto riguarda l’aspettativa di vita, il governo starebbe pensando a uno stop automatico sull’adeguamento dell’età pensionabile rispetto alla media degli anni di vita rimasti al soggetto. Tra le ipotesi in campo, ci sarebbe anche un ricalcolo delle pensioni d’oro. Per le donne si starebbe pensando di introdurre una nuova misura che aiuterà le lavoratrici madri; tutte le donne che lavorano e hanno dei figli, riceveranno un anno di contributo aggiuntivo per ognuno. Per i giovani infine, il governo starebbe pensando di introdurre “un’adeguata copertura previdenziale” con il possibile arrivo del riscatto della laurea. Una nuova misura sarebbe un proseguimento del versamento continuo dei contributi, già sperimentato durante il primo governo Conte.

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