mercoledì, 28 Febbraio 2024

Omicidio ambasciatore Luca Attanasio, chiesto processo per due funzionari Onu: “Non garantirono la sicurezza e attestarono il falso”

Il convoglio sul quale viaggiavano l'ambasciatore Attanasio ed il carabiniere Iacovacci secondo gli inquirenti è stato messo in movimento senza tenere conto delle misure di sicurezza. Gli indagati avrebbero "attestato il falso, al fine di ottenere il permesso dagli ufficiali locali del Dipartimento di sicurezza dell'Onu"

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Rocco Leone e Mansour Luguru Rwagaza, funzionari dell’Onu, potrebbero dover rispondere a processo della morte di Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso in Congo il 22 febbraio 2021. I due indagati, dipendenti dell’agenzia Onu per il Programma alimentare mondiale, sono accusati dalla Procura di Roma di non aver garantito la sicurezza necessaria ad evitare il drammatico evento in cui, oltre ad Attanasio, perse la vita Vittorio Iacovacci, carabiniere italiano. Inoltre, Leone e Rwagaza avrebbero attestato il falso pur di ottenere il via libera per il convoglio.

Le accuse della Procura

In quel 22 febbraio dello scorso anno, i due funzionari indagati erano i responsabili della trasferta organizzata nel Nord Kivu, la regione più pericolosa del Congo; teatro di guerre civili e scontri tra forze locali e quelle del Rwanda, la regione è ritenuta uno dei posti meno accessibili nel mondo. Il convoglio sul quale viaggiavano l’ambasciatore Attanasio ed il carabiniere Iacovacci, secondo gli inquirenti è stato messo in movimento senza tenere conto delle misure di sicurezza. Gli indagati avrebbero “attestato il falso, al fine di ottenere il permesso dagli ufficiali locali del Dipartimento di sicurezza dell’Onusostituendo i nomi di Attanasio e Iacovacci con quelli di altri due funzionari. Leone e Rwagaza sarebbero colpevoli di “negligenza, imprudenza e imperizia“; inoltre, gli accusati, avrebbero omesso di notificare il viaggio cinque giorni prima della partenza, violando così i protocolli Onu.

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