martedì, 28 Maggio 2024

Guerra in Ucraina, 23 camere di tortura a Kharkiv. Russia rientra nell’accordo sul grano: dubbi sul futuro

Dopo i nuovi bombardamenti che hanno lasciato diverse regioni ucraine senza acqua e luce, nella giornata di oggi 2 novembre, i russi hanno lanciato un missile Soyuz con all'interno un satellite militare. Per Zelensky non bisogna temere Mosca, ma l'eventuale uso del nucleare. La Federazione ha deciso di riprendere gli accordi sull'export del grano, ma nessuna conferma sul rinnovo.

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Nella mattina di oggi, 2 novembre, le Forze Armate russe hanno lanciato diversi missili contro le strutture energetiche della regione, lasciando molte città senza luce e acqua, come risposta dell’attacco alla flotta di Putin nel Mar Nero. I russi non hanno lanciato soltanto missili diretti ai “punti deboli” ucraini, ma anche un razzo Soyuz-2.1b contenente un satellite militare. Il lancio sarebbe avvenuto dal cosmodromo Plesetsk, secondo quanto riporta l’agenzia Tass, che cita il ministero della Difesa di Mosca: “Alle 9:48 di mercoledì 2 novembre, le squadre di combattimento delle forze aerospaziali hanno lanciato un razzo vettore di classe media Soyuz-2.1b con un satellite per il ministero della Difesa russo dal cosmodromo statale per i test del dicastero nella regione di Arkhangelsk”.

La Russia rientra nell’accordo sul grano

Nella giornata di oggi, 2 novembre, il ministro della Difesa russo, ha annunciato che Mosca parteciperà nuovamente all’accordo sull’export del grano, intesa raggiunta lo scorso 22 luglio a Istanbul, dal momento che l’Ucraina: “Ha fornito le garanzie necessarie sul non utilizzare il corridoio del grano nel Mar Nero per operazioni di combattimento contro la Russia”. Secondo quanto riporta il ministro, queste garanzie sarebbero state ottenute con la mediazione della Turchia e delle Nazioni Unite. In seguito a questo cambio di rotta da parte di Putin, nella giornata di domani 3 novembre altre otto navi cariche di cereali attraverseranno il corridoio del grano, ad annunciarlo è il ministro delle infrastrutture ucraino Oleksandr Kubrakov.

Mosca: “Torniamo all’accordo ma sul rinnovo si deciderà più avanti”

Dopo l’annuncio del rientro da parte della Russia nell’accordo sul grano, il vice ministro degli Esteri, Andrei Rudenko, ha chiarito la posizione di Mosca sulla vicenda, parlando anche del rinnovo dell’intesa: “Non stiamo rientrando nell’accordo, abbiamo solo sospeso la nostra partecipazione, e ora l’abbiamo ripresa. Quanto alla decisione sulla proroga, questa è una questione a parte, che sarà decisa tenendo conto di tutti i fattori. Il principale è che l’accordo concluso con l’Onu, l’Ucraina e la Turchia sia attuato integralmente, dalle parti ucraina e russa. Sfortunatamente, al momento vediamo una grande sproporzione, dove la parte russa è penalizzata“.

Scoperte altre 23 camere di tortura a Kharkiv

Nei giorni scorsi le truppe Ucraine hanno scoperto altre 23 camere di tortura nella regione di Kharkiv, 3 a Kherson e una nel Donetsk, queste si aggiungono alle altre 22 scoperto all’inizio del mese di ottobre sempre a Kharkiv. Secondo quando riportato da Ukrainform, ad annunciare il macabro ritrovamento è stato il ministro degli affari interni dell’Ucraina Denys Monastyrsky, che ha anche dichiarato di come sono state già “avviate le indagini per scoprire chi sono le persone coinvolte in questi crimini”. Il ministro continua parlando anche di un’altra prigione:”Sono ottimista sulla possibilità di trovare i responsabili di questi casi di tortura. Per quanto riguarda alcuni di loro, abbiamo già capito chi c’era. Nella camera di tortura di Blaklia ci sono stati centinaia di detenuti, visto che si trovava in una stazione di polizia, dove potrebbero essere state trattenute nelle celle fino a 40 persone contemporaneamente”.

Zelensky: “Non temiamo Mosca ma il nucleare”

Secondo quanto riportato da Ukrinform, durante un’intervista rilasciata alla televisione ceca, il Presidente Ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che non è necessario avere paura dei russi, ma del fatto che potrebbero ricorrere al nucleare. Durante l’intervista, Zelensky non ha fatto valutazioni o previsioni sull’utilizzo di bombe sporche da parte di Putin: “Possono fare o non fare certe cose. Non c’è bisogno di collegare gli ultimatum della Russia o l’adempimento delle sue condizioni, suggerendo che se non venissero soddisfatte, dispiegheranno armi nucleari. Sarebbe un grosso errore. Queste cose non sono correlate”.

Se da un lato il presidente Ucraino non si sbilancia sulle bombe atomiche, dall’altro l’intelligence degli Stati Uniti avrebbe intercettato alcune conversazioni dei militari russi in cui si parla di armi nucleari. A riportare la notizia è il giornale americano New York Times, che afferma anche di come questo allarmi molto l’amministrazione di Joe Biden, visto che “il livello di frustrazione di Mosca nei confronti delle sconfitte contro l’Ucraina”.

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