giovedì, 8 Dicembre 2022

Caro energia, i consigli dell’Enea per risparmiare. Italia in sei fasce energetiche: tutte le date per accendere il riscaldamenti

Il decreto Cingolani, emanato dal ministero della Transizione economica ha diviso l'Italia in sei zone energiche con altrettanti periodi distinti per l'accensione e durata dei riscaldamenti. Di fianco al Decreto Legge, l'Enea ha pubblicato una nota contente diversi consigli per risparmiare.

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Mentre alcuni tra Comuni e Regioni hanno lanciato degli aiuti appositi per i cittadini, sganciati dal decreto aiuti, lo scorso mese di Settembre il ministero della Transizione ecologica ha emanato il decreto Cingolani, “imponendo” alcune regole per tagliare il costo dell’energia e risparmiare quanto più gas possibile nel nostro Paese; dopo l’approvazione della nuova legge da parte del Governo, nei giorni scorsi è arrivata anche una guida dall’Enea, con alcuni consigli che i cittadini, e i condomini, dovranno seguire durante l’inverno. La nota pubblicata sul sito ufficiale dell’ente è una lista di “istruzioni operative su accensione e spegnimento degli impianti a inizio e fine stagione di riscaldamento, sulla regolazione della temperatura dell’acqua calda sanitaria e di mandata degli impianti per settare la temperatura interna delle abitazioni a un massimo di 19°C, salvo eccezioni”. Secondo le regole si potrà ottenere risparmio nazionale di 2.7 miliardi di metri cubi di metano e 180 euro sulla bolletta ogni anno.

Ad accompagnare il decreto Cingolani non c’è solo il decalogo dell’Agenzia Nazionale per l’Energia, ma anche una nuova divisione dell’Italia in 6 zone climatiche. Con questo nuovo sistema, il paese verrà diviso in diverse fasce con diverse regole per l’accensione, lo spegnimento e la durata dei riscaldamenti per il periodo invernale, con regole che si faranno sempre più stringenti.

I consigli dell’Enea

Nella nota pubblicata dall’ente sul suo sito si possono leggere i vari punti della guida che tutti i cittadini dovranno seguire durante l’inverno

  1. Eseguire la manutenzione della caldaia: Un impianto pulito e senza calcare inquina e consuma di meno, per tanto è necessario effettuare la manutenzione dei riscaldamenti. Chi non eseguirà questi lavori di pulizia e controllo potrà essere multato con una sanzione che parte da 500 euro.
  2. Controllare la temperatura degli ambienti: Secondo l’agenzia nazionale per l’energia, una temperatura di 19 gradi è sufficiente per garantire una situazione di benessere nelle abitazioni, quindi mantenere i riscaldamenti a quella soglia permette di risparmiare il 10% dei combustibili.
  3. Prestare attenzione alle ore di accensione: Con le nuove zone climatiche in cui sarà diviso il paese, prima di accendere i riscaldamenti bisognerà verificare in quale delle sei fasce ci si trova.
  4. Installare pannelli riflettenti tra il muro e i caloriferi e schermare le finestre durante la notte: Per evitare di creare dispersioni del calore, e quindi per non aumentare la temperatura dei riscaldamenti più del dovuto, l’ente consiglia di mettere un foglio di carta stagnola tra il muro e il termosifone. Così facendo tutto il caldo della stanza non uscirà. Un altro metodo per mantenere la temperatura costante è quello di abbassare le tapparelle o le persiane durante la notte.
  5. Non ostacolare i termosifoni e non lasciare finestre aperte troppo tempo: la nota continua, spostando l’attenzione verso i caloriferi e le finestre aperte; posizionare mobili o tende davanti la fonte di calore porta a bloccarne la diffusione nell’ambiente, con un conseguente spreco di energia. Durante il periodo invernale solitamente si aprono le finestre per far cambiare l’aria all’interno delle stanze, ma lasciandole aperte troppo a lungo si crea una dispersione di calore. Per tanto l’ente consiglia di far riciclare l’aria soltanto pochi minuti.
  6. Controllo dell’impianto, valvole termostatiche e soluzioni aggiornate: La lista dei consigli pubblicata dall’Enea termina con tre accorgimenti nei confronti dell’impianto di riscaldamento. il primo è quello di affidarsi a uno specialista per controllare la caldaia e valutarne l’efficienza, oltre a verificare lo stato di isolamento termico. Il secondo consiglio, che è legge nei condominii, è quello di installare delle valvole termostatiche sui termosifoni per ridurre i consumi fino al 20%. L’ultimo accorgimento pensato per evitare sprechi è quello di sostituire il vecchio impianto di riscaldamento con uno più recente, a condensazione o a pompa di calore. In aggiunta viene consigliato di affiancare alla caldaia dei cronotermostati e regolatori di temperatura elettronici utilizzabili anche a distanza.

Italia divisa in sei: la mappa per l’accensione dei riscaldamenti

Con il Decreto Cingolani il nostro paese è stato diviso in sei diverse fasce energetiche con altrettante diverse regole per l’accensione dei riscaldamenti e la loro durata. La divisione è stata pensata in base ai Gradi Giorno, ottenibili sottraendo la temperatura annuale esterna con quella interna. Il primo gruppo è chiamato Zona F e riguarda i Comuni con temperature più rigide; all’interno di questa zona troviamo alcune province di Cuneo, Belluno e Trento, dove i riscaldamenti possono essere accesi e spenti senza alcuna limitazione.

Successivamente troviamo la Zona E, in cui rientrano alcuni comuni come Torino, Bologna, Alessandria, Aosta, Bergamo, Brescia, Piacenza, Ravenna, e Potenza. In queste città le temperature non sono così rigide come in Trentino, ad esempio, ma sono comunque molto basse, proprio per questo i riscaldamenti potranno essere accesi dal 22 ottobre fino al 7 aprile per una durata totale di 13 ore giornaliere. Di questa fascia energetica farebbe parte anche il comune di Milano, ma per il capoluogo lombardo si prospetta un rinvio per l’accensione dei riscaldamenti; La decisione è stata presa dal sindaco Giuseppe Sala: “Sto facendo fare delle verifiche visto che il tempo è ancora buono, per arrivare al 2 novembre compreso per l’accensione dei riscaldamenti”. Il primo cittadino ha poi annunciato che se le verifiche da lui richieste andranno a buon fine, entro la giornata di oggi 25 ottobre, firmerà l’ordinanza per far slittare l’inizio del periodo invernale.

Nella Zona D troviamo, principalmente, quelle di Roma, Ancona, Firenze, Pescara, La Spezia, Lucca, e Matera. In queste città i riscaldamenti potranno essere accesi dall’8 novembre fino al 7 aprile per un massimo di 11 ore giornaliere. La Zona C è riservata alle regioni con un clima mite, e al suo interno si trovano alcune province tra cui quella di Napoli, Latina, Taranto, Caserta, Salerno, Bari, Brindisi e Cosenza; all’interno della fascia climatica C i riscaldamenti potranno essere accesi dal 22 novembre al 23 marzo per al massimo nove ore al giorno.

Scendendo più in basso nella penisola, troviamo la Zona B caratterizzata da un clima più caldo. Le province che appartengono a questa fascia, sono quelle di Palermo, Siracusa, Catania, Reggio Calabria, Agrigento e Messina; qui gli impianti di riscaldamento potranno essere accesi dall’8 dicembre fino al 23 marzo, per un massimo di sette ore giornaliere. Infine c’è la Zona A in cui la temperatura è decisamente più alta, e gli unici comuni presenti in questa fascia sono Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle che potranno tenere accesi i riscaldamenti dall’8 dicembre al 7 marzo per sole 5 ore giornaliere. L’anaip- Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari Professionisti, ha pubblicato l’intera tabella che include tutti i comuni, con la relativa suddivisione in Zone Energetiche.

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