sabato, 20 Agosto 2022

Guerra in Ucraina, stop totale al gas russo: rischio per l’Europa. In Italia pronto il piano di emergenza

La manutenzione del gasdotto Nord Stream 1, che dovrebbe durare 10 giorni, ha acceso i timori dell'Europa. Il governo Draghi ha preparato un piano di emergenza in caso di chiusura del gas russo. Previsti anche paletti sui termosifoni e chiusura anticipata dei locali pubblici.

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L’avvio della manutenzione del gasdotto Nord Stream 1, il più grande dell’Unione europea, ha dato vita a non poche preoccupazioni fra i leader del Vecchio Continente. Il timore è che il Cremlino possa dichiarare lo stop totale ai rifornimenti di gas. Le operazioni ordinarie di mantenimento dell’infrastruttura, proprietà di Gazprom, dovrebbero durare 10 giorni. In molti hanno paura, però, che Mosca possa approfittare della situazione per lasciare a secco l’Europa. Il ministro francese dell’Economia Bruno le Maire ha esortato il Continente a prepararsi all’ipotesi di uno stop. Meno preoccupato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis, per il quale un taglio completo delle forniture di gas dalla Russia “non è il nostro scenario di base”, ma “non è un rischio che possiamo escludere“. “Ci stiamo preparando a livello Ue e a livello di Stati membri anche per questa eventualità”, ha aggiunto Dombrovskis a margine dell’Eurogruppo a Bruxelles. Si attende, intanto, il piano della Commissione europea, che sarà presentato il prossimo 20 luglio.

Pronto il piano di Draghi in caso di chiusura gas russo

Il governo Draghi ha già previsto un piano da attuare nel caso in cui il Cremlino chiudesse definitivamente i rubinetti all’Europa. Anche nella Penisola il timore è cresciuto dopo che Gazprom ha comunicato a Eni la riduzione di 1/3 delle forniture di gas. Nell’eventualità di un blocco totale scatterebbero diverse misure che colpirebbero sia la popolazione che le imprese. L’Italia al momento è in stato di pre-allarme, il primo di tre livelli emergenziali previsti dal governo Draghi. Se si entrasse in fase d’emergenza, una misura prevista per i cittadini sarebbe la riduzione di 2°C della temperatura dei termosifoni, con la possibilità di fissare anche paletti sulle ore di accensione. In caso di grave carenza di gas si limiterebbe l’illuminazione pubblica, con tagli alle luci di monumenti, edifici storici, un uso più moderato dei lampioni e uffici pubblici, negozi e locali privati potrebbero dover chiudere in anticipo, alle 19. Per quanto riguarda le imprese, invece, si incentiverebbero le centrali a carbone, riducendo al tempo stesso le forniture alle imprese che consumano più energia. Possibile anche un intervento sugli stoccaggi, in merito ai quali il Governo potrebbe autorizzare l’utilizzo di riserve non destinate alla commercializzazione.

Madrid alle aziende: “Necessario ridurre importazioni dalla Russia”

In allerta sul tema del gas anche la Spagna. Madrid ha lanciato un appello alle compagnie energetiche del Paese iberico, dopo che è stato messo in luce che a giugno è stata importata una quantità di gas russo superiore a quello algerino. “È conveniente che cerchino di ridurre il più possibile l’origine di gas russo e di diversificare i contratti“, ha detto in conferenza stampa la vicepremier e ministro della Transizione Energetica, Teresa Ribera. “Si tratta di importazioni corrispondenti, probabilmente, a contratti firmati prima” della guerra, ha aggiunto Ribera, sottolineando comunque che la dipendenza energetica della Spagna dalla Russia è minore rispetto a quella di altri Paesi europei.

Rutte a Kiev: “Guerra potrebbe durare a lungo”

Nella sua prima visita in Ucraina dall’inizio della guerra, il premier olandese Mark Rutte
ha anche annunciato l’invio al Paese di nuovi sistemi di artiglieria a lungo raggio e un aiuto finanziario da 200 milioni di euro. Rutte si è recato a Bucha, Irpin, Borodianka e ha incontrato Zelensky.

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