martedì, 16 Agosto 2022

Guerra in Ucraina, morto magnate del gas russo. Ue valuta price cap e sanzioni su oro di Mosca

Yuri Voronov è il nono top manager del gas russo morto negli ultimi sei mesi. L'Ue valuta l'introduzione di un price cap per regolare il prezzo del gas e di sanzioni sull'oro russo. Le autorità turche potrebbero confiscare il grano trasportato dal cargo russo Zhibek Zholy, qualora venisse confermato che sia stato sottratto illecitamente all'Ucraina.

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Un altro top manager del settore del gas russo è morto in circostanze violente. Si tratta di Yuri Voronov, 61 anni, capo di Astra Shipping, una società con contratti con Gazprom nell’Artico. Il corpo è stato trovato con un proiettile nella nuca nella piscina di una proprietà vicino a San Pietroburgo. Secondo quanto riportato dai media russi, sul posto sarebbe stata rinvenuta una pistola Grand Power. La società di Voronov era in perdita da due anni e la moglie ha testimoniato che l’uomo aveva avuto uno scontro verbale con i suoi soci, dovuto proprio alle perdite dell’azienda. Il diverbio sarebbe avvenuto prima della partenza di Voronov per San Pietroburgo.

Morti sospette tra i top manager russi: 9 in 6 mesi

La morte di Voronov è il nono caso in sei mesi. Il 29 gennaio scorso sempre vicino a San Pietroburgo era morto nel bagno della sua villa moscovita, suicida secondo la conclusione delle indagini, Leonid Shulman, 60 anni, top manager di Gazprom, in precedenza dirigente di Gazprom Transgaz. Il 25 febbraio, nella stessa località, era stato trovato morto il 61enne Alexander Tyulyakov, vicedirettore generale del Gazprom Unified Settlement Center, responsabile della sicurezza dell’azienda, anche lui aveva in precedenza lavorato a Gazprom Transgaz. Tyulyakov è stato trovato impiccato nel suo garage e, anche in questo caso, la polizia ha stabilito il suicidio. Sempre a fine febbraio  Mikhail Watford, magnate dell’energia, è stato trovato morto nella rimessa della sua casa nel Regno Unito. Il 19 aprile, in un appartamento di Mosca, sono stati trovati i corpi di Vladislav Avayev, ex vicepresidente di Gazprombank ed ex funzionario del Cremlino, della moglie e della figlia di 13 anni. A inizio marzo Vasily Melnikov è stato trovato morto con la sua famiglia nella propria abitazione. Anche Sergey Protosenya, ex presidente dell’azienda russa del gas Novotek, è stato trovato impiccato nel giardino della sua villa in Spagna. E ancora a maggio il miliardario Alexander Subbotin, 43 anni, ex alto dirigente di Lukoil. Infine, sempre nel mese di maggio, Andrei Krukowski, un manager di un resort alpino di Gazprom che sarebbe morto cadendo dalla scogliera a Sochi.

L’Ue valuta sanzioni su oro russo e price cap gas

Intanto il gas resta un tema centrale per l’Europa dall’inizio del conflitto. Nel corso del suo intervento in plenaria al Parlamento, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha dichiarato che l’Europa sta valutando sanzioni sull’oro e misure come il price cap per regolare il prezzo del gas. “In stretto coordinamento con i nostri partner del G7 stiamo vagliando le sanzioni sull’oro e stiamo esplorando misure, come il price cap, per assicurare l’approvvigionamento energetico e cercare di placare l’aumento dei prezzi”, ha annunciato Michel. A Bruxelles, invece, si prepara un consiglio straordinario sul tema della crisi energetica. I ministri dell’Energia dei Paesi dell’Unione europea si riuniranno in via straordinaria il 26 luglio per discutere delle misure necessarie ad affrontare la crisi energetica provocata dalla guerra in Ucraina.

Ankara vuole confiscare il grano del cargo russo Zhibek Zholy

Le autorità turche potrebbero confiscare il grano trasportato dal cargo russo Zhibek Zholy, qualora venisse confermato che si tratta di grano sottratto illecitamente all’Ucraina. Lo ha anticipato un consigliere del Presidente turco, Ilnur Cevik. “Il grano sarebbe confiscato e messo in vendita sui mercati internazionali a nome dell’Ucraina“, ha aggiunto Cevik, precisando che il Cremlino “conosce bene le regole del gioco e se stanno cercando di esportare illegalmente qualcosa che non appartiene a loro, sanno anche che sarà confiscato”. La decisione arriva all’indomani della visita di Mario Draghi ad Ankara, in cui la questione del grano ucraino è stato uno dei temi di discussione con Recep Tayyip Erdogan.
L’ambasciatore ucraino, Vasily Bodnar, aveva reso nota la scorsa domenica la richiesta di Kiev alla Turchia per il fermo del cargo russo con a bordo il grano di Kiev. La nave, che trasporta carichi da circa 7mila tonnellate, è attualmente ancorata al largo del porto di Karasu, ma non è sequestrata dalle autorità turche. Lo ha riferito l’equipaggio all’agenzia di stampa russa Tass, sottolineando la delicatezza della situazione, in un momento in cui si sta cercando di aprire un corridoio per l’esportazione del grano ucraino.

Esportate 2,7 milioni di tonnellate di prodotti agrari dall’Ucraina a giugno

“Nonostante il blocco dei porti, l’Ucraina continua a esportare i suoi prodotti agrari. Grazie ai partner europei abbiamo trovato modi alternativi per esportare la merce“. Lo afferma Rustem Umerov, segretario del Comitato per i diritti umani del Parlamento ucraino. Umerov ha spiegato che nel mese di giugno l’Ucraina è riuscita a esportare 2,7 milioni di tonnellate dei prodotti agricoli, il 30% in più rispetto a maggio. “Inoltre continuiamo i colloqui con partner europei tra cui Turchia e Onu per lo sblocco dei nostri porti“, ha aggiunto Umerov.

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