sabato, 2 Luglio 2022

Vibo Valentia, b&b e alberghi “fantasma”: scoperte 20 strutture abusive multe salate ai titolari – VIDEO

Pare che i titolari delle strutture alberghiere in questione non avessero mai presentato dichiarazioni dei redditi, oltre al pagamento dei tributi locali IMU e TARI e alla prevista denuncia di inizio attività agli uffici comunali.

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Sprovvisti di licenza, mancanti di autorizzazioni eppure presenti su internet, pronti ad accogliere prenotazioni on-line da tutto il mondo. Lo chiamano turismo parallelo, cioè quello che non alloggia in strutture alberghiere o extralberghiere ufficiali. Un fenomeno diffuso in tutta Italia e presente anche nella splendida Costa degli Dei. Così le Fiamme Gialle di Vibo Valentia hanno effettuato accertamenti su un centinaio di esercenti con attività di B&B, affittacamere e case vacanza nel territorio di Tropea e dei comuni limitrofi. Sono state individuate così 20 strutture sconosciute al fisco o celate sotto veste diversa da quella di impresa commerciale.

Le indagini delle Fiamme Gialle di Vibo Valentia

L’attività di analisi è stata svolta incrociando i numeri presenti sulle varie banche dati in uso al Corpo. Un lavoro possibile grazie alla presenza delle strutture sui siti internet, nonché sui social network. È stata quindi scandagliata la rete, acquisite le informazioni sul numero di stanze, i prezzi praticati, le recensioni e i feedback ricevuti dai clienti, quali prova diretta dell’attività turistica abusiva. Contestualmente è stata svolta una capillare azione di osservazione e controllo ed effettuando sopralluoghi occulti nelle adiacenze delle strutture reclamizzate.

Ai titolari delle strutture abusive, pubblicizzate sui siti internet specializzati, sono state comminate sanzioni amministrative fino a 20mila euro, per l’esercizio dell’attività ricettiva in assenza delle prescritte autorizzazioni, a cui seguirà l’ulteriore constatazione dei rilievi di natura fiscale. I proprietari delle attività, stando alla Guardia di Finanza, non avrebbero mai presentato le dichiarazioni dei redditi e la prevista denuncia di inizio attività agli uffici comunali, omettendo, di conseguenza, il pagamento dei tributi locali (IMU, TARI, Imposta di Soggiorno).

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