lunedì, 4 Luglio 2022

Bimba uccisa nel Catanese, dopo le confessioni shock della madre spunta il movente gelosia. I nonni: “Dolore straziante, siamo disperati”

Elena sarebbe stata uccisa con un coltello da cucina prima di essere abbandonata in un sacco nero, nelle vicinanze di un terreno agricolo abilmente nascosto con della terra e cenere lavica. Il movente del delitto sarebbe da rintracciare in una forma di gelosia maturata dalla madre nei confronti dell'attuale partner dell'ex convivente.

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Una forma malata di gelosia maturata nei confronti dell’attuale compagna dell’ex convivente. Sarebbe questo il movente che avrebbe spinto la madre a uccidere la piccola Elena. Il timore che la bimba potesse affezionarsi a quella donna non andava proprio giù alla madre. È quanto si legge in una nota resa nota dalla Procura di Catania. Elena sarebbe stata colpita più volte con un coltello da cucina prima di essere abbandonata in un sacco nero, in un terreno agricolo non distante dall’abitazione della madre e abilmente nascosto con della terra e cenere lavica. Se da un lato le confessioni shock della giovane madre 23enne sul caso della figlioletta uccisa nel Catanese appaiono ancora avvolte nel mistero, dall’altro cresce, ora dopo ora, la disperazione dei nonni paterni della piccola che non riescono a darsi pace.

La disperazione dei familiari

Lei era ossessionata da mio figlio, ogni volta che si lasciavano lo minacciava. Elena era una bimba meravigliosa. Un giorno la mamma le stava dando botte e gliela abbiamo dovuta togliere dalle mani. La madre aveva un atteggiamento autoritario“. È il racconto doloroso e straziante della nonna della piccola Elena. Anche il nonno paterno, giunto sul luogo del ritrovamento del cadavere, ha espresso la sua opinione: “Mi sembra tutto così strano, assurdo. La madre di Elena era una ragazza molto chiusa, ma non riesco a spiegarmi il motivo di quello che è accaduto. Ma adesso chi è stato deve pagare, anche chi l’ha eventualmente aiutata“.

Cruccio e amarezza anche da parte della sorella di Alessandro, il padre della piccola Elena che, rivolgendosi direttamente ai giornalisti e prendendo le difese del fratello, ha raccontato un episodio avvenuto in passato, in cui il padre della bimba fu accusato ingiustamente di una rapina in una gioielleria. “Quando dal carcere passò ai domiciliari, sotto casa trovammo un biglietto di minacce con scritto: non fare lo sbirro, attento a quello che fai“, ha detto la sorella. Pare che di un biglietto simile avesse fatto accenno la stessa madre alludendo a un presunto rapimento. “La madre disse che quelle persone incappucciate avevano fatto riferimento al biglietto dicendo: “Non ti è bastato il biglietto? Digli a tuo marito che questa è l’ultima cosa che fa, a sua figlia la trova morta“, ha aggiunto la sorella.

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