sabato, 2 Luglio 2022

Napoli, adescavano 18enni per truffa al Bonus Cultura: 16 gli indagati

Il titolare di un negozio di computer, insieme alla moglie e ad altre persone, che fungevano da procacciatori, sono stati denunciati per associazione a delinquere e truffa ai danni dello Stato.

Da non perdere

La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato, questa mattina 26 maggio, 16 misure cautelari, di cui un arresto in carcere, 11 ai domiciliari, 3 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria e 1 obbligo di dimora, per i delitti di associazione per delinquere e di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, a seguito di una segnalazione del Ministero della Cultura, ha portato a evidenziare un meccanismo fraudolento in base al quale il titolare di un esercizio di commercio all’ingrosso di computer, insieme alla moglie, sarebbero riusciti a monetizzare ben 3.300 voucher “Buoni Cultura”.

Le indagini

Nel dettaglio la coppia avrebbe accettato e validato sulla piattaforma dedicata, buoni del valore di 500 euro ciascuno, corrispondenti al bonus cultura 18App; emesso una fatturazione di pari importo, giustificandola con la compravendita, in realtà mai avvenuta, di beni funzionalmente destinati alla spendita del bonus e ricevuto, a titolo di rimborso, la liquidazione dell’intero importo di 500 euro dal Ministero della Cultura, trattenendo per sé una percentuale del 30%.

Dalle perquisizioni informatiche effettuate e dai controlli bancari, i Finanzieri hanno scoperto che la coppia non agiva da sola, ma aiutata da altre persone che fungevano da procacciatori dei soggetti, titolari del buono, adescandoli sui social e con i quali poi dividevano la parte residua del valore stesso. Le Fiamme Gialle hanno eseguito anche un sequestro da 1 milione e mezzo nei confronti degli indagati.

Ultime notizie