domenica, 29 Maggio 2022

Fenomeno BookTok, librerie in secondo piano: “Ormai noi librai non abbiamo voce in capitolo”

Su TikTok spopola il fenomeno #BookTok, sempre più persone si avvicinano alla lettura ma i librai ne risentono: “Pochi followers è sinonimo di incompetenza”.

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Ormai è difficile entrare in libreria senza sapere quale libro comprare, questo è grazie all’utilizzo dei social. Se prima avevamo pochi social di riferimento per trovare dei consigli quali Facebook e Instagram ora il panorama dei Book Influencer si allarga notevolmente grazie al nuovo social TikTok. Piattaforma usata dai più giovani per cimentarsi in balletti divertenti, ora cerca di includere una fetta più ampia di persone, promuovendo, grazie ad alcuni creators, la cultura in tutte le sue sfaccettature.

Tra risate e live di lettura, ormai il fenomeno #BookTok è inarrestabile. Ormai sono sempre più i lettori. Si entra ora in libreria per cercare solo ed esclusivamente quel libro consigliato dal creator. Nelle librerie non sempre si ha la disponibilità vista la tanta richiesta del libro in questione, come successe prima con “La canzone di Achille” e poi nel periodo di Natale con “Il fabbricante di lacrime”. Parlando con un libraio in merito si sono scoperte delle difficoltà non solo logistiche e di reperibilità del prodotto ma anche una perdita delle vendite, il motivo è chiaro: “Non abbiamo voce in capitolo, non abbiamo milioni di followers quindi nessuno ascolta i nostri consigli. Sembra strano visto che siamo chiusi in una libreria quasi 24 ore su 24, ma è così”.

Cercando di capire se questo pensiero era insito in quasi tutti i librai, siamo andati alla ricerca di altre librerie, le parole di Carla sono poco incoraggianti per il suo lavoro: “Mi occupo anche di promozione degli artisti locali, oltre a creare delle serate a tema e firma copie, non sono persone conosciute, in negozio riesco ad avere dalle 5 alle 6 persone se sono fortunata, ho provato a chiedere a una ragazza entrata per un libro se volesse rimanere, mi ha risposto che se non ne parlava una ragazza su TikTok voleva dire che non ne valeva la pena”.

La domanda che ha rivolto dopo ha lasciato di certo il segno: “Da quando la lettura è diventata di massa? Da quando tutti leggono gli stessi identici libri e non ci si perde tra gli scaffali per trovarne altri?”

Insomma, anche questa volta si è dimostrata la doppia faccia dei social, buoni nell’avvicinare, come in questo caso, giovani alla lettura, e al contempo impedire di parlarne a chi “numeri” non ne ha. In un periodo di crisi, anche l’editoria ne risente, a causa dei costi in aumento della carta e della luce, i libri e la cultura sono a rischio, più se ne parla meglio è, ma è necessario non fermarsi alle novità e scoprire anche quei libri ingialliti che ti rimangono dentro.

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