mercoledì, 18 Maggio 2022

Una valutazione del mondo che ci circonda, grazie a “Benvenuti nell’Antropocene” di John Green

"Noi siamo l'universo, siamo fatti di polvere di stelle", una spinta a uno sguardo soggettivo del mondo.

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Con i telefoni cellulari divenuti ormai un prolungamento del corpo e un continuo giudicare ogni oggetto, libro, cibo, perfino persone. La nostra concezione di realtà si distorce e si adatta a un unico metro di paragone, un sistema simile a quello adottato da Amazon, da una a cinque stelle. John Green ci vede lungo in ogni suo lavoro, autore di best-seller tra cui “Cercando Alaska”, “Tartarughe all’infinito” e “Colpa delle stelle” è tornato in libreria con un nuovo ed enigmatico romanzo “Benvenuti nell’Antropocene” pubblicato da Rizzoli a fine maggio 2021.

L’Antropocene è l’attuale era geologica e con questo Green decide di dare una valutazione da uno a cinque stelle a diversi aspetti del nostro pianeta, dalla tastiera QWERTY al velociraptor, non tralasciando internet, videogiochi, bevande gassate, i Pinguini del Madagascar o ancora, miti dello sport e la cometa di Halley. Una visione, a detta di molti complessa e che si distacca dal funzionamento della mente umana, categorizzare e dare delle votazioni a qualsiasi cosa lo circondi, non sembra essere nell’ordinario, anche se questa visione sembra dietro l’angolo.

John viene colpito da una labirintite mentre passeggia lungo il sentiero dietro casa, questo lo costringe a letto per settimane. Quello che fa ogni giorno, ovvero recensire e analizzare romanzi dando le sue valutazioni si amplia a tutto l’universo conoscibile, perfino le panchine del parco. Un analisi continua, piena di pro e contro riassunto in un sistema di stelle intere, privandone delle metà che potrebbero gettare uno sguardo diverso su di esse.

Un tipo di osservazione molto distante dall’oggettività, dunque, un aspetto importante a cui aggrapparsi è la soggettività stessa. Poiché la nostra esperienza definisce la realtà di cui siamo partecipi, non possiamo semplicemente essere osservatori, Green stesso ci definisce universo e “siamo fatti di polvere di stelle”.

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