martedì, 25 Gennaio 2022

Ungheria, UE porta avanti la procedura d’infrazione per violazione dei diritti LGBT+

La Corte di Giustizia Europea continua la procedura per sanzionare l'Ungheria riguardo la legge anti-LGBT. Ora Orban ha due mesi di tempo per adeguarsi.

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Tempi contanti per Viktor Orbán, Primo Ministro dell’Ungheria. Se il suo Governo infatti non si allineerà entro due mesi ai pareri motivati della Commissione Europea sulla legge anti-LGBT+ che “discrimina la dignità umana”, Budapest potrà essere deferita alla Corte di Giustizia. Con l’invio di due pareri motivati, la Commissione compie quindi il passo successivo nelle procedure d’infrazione contro l’Ungheria aperte già da luglio. Dopo la valutazione delle risposte di Budapest, Bruxelles ritiene che le preoccupazioni espresse non siano state valutate.

Intanto riguardo il ricorso di Polonia e Ungheria contro il nuovo meccanismo per la protezione degli interessi finanziari dell’UE a fronte di violazioni dello stato di diritto da parte dei suoi Stati membri, Brando Benifei, capodelegazione degli Eurodeputati Pd al Parlamento Europeo, ha commentato che “è l’ennesimo duro colpo ai governi sovranisti che credono di ergersi al di sopra del diritto e dei diritti”. Il capodelegazione ha aggiunto che è “giusto e necessario proteggere il bilancio dell’Unione da coloro che pensano di poter violare l’ordine giuridico e lo stato di diritto. I sovranisti nostrani di Lega e Fratelli d’Italia forse preferirebbero che i loro amici a Varsavia a Budapest possano continuare ad utilizzare il bilancio europeo, a cui contribuiscono anche i cittadini italiani, come se fosse un bancomat, pur continuando con la loro agenda contraria alle norme basilari della democrazia. dell’avvocatura generale Ue invece dimostra ancora una volta che, alla fine dei conti, a difesa degli interessi dei cittadini europei, c’è sempre il diritto, e non le sparate dei sovranisti”

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