mercoledì, 8 Dicembre 2021

Madre delle ragazze investite e uccise a Roma chiede punizione per Genovese

Nella puntata di Porta a Porta che andrà in onda stasera, la madre ha detto "il fatto che non abbia scritto di suo pugno neanche una lettera di scuse né a me né alla mamma di Camilla significa che non si è reso conto”.

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Dopo il ritorno in libertà di Pietro Genovese, il ventenne che la notte del 21 dicembre 2019 investì e uccise le 16enni Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann a Roma in Corso Francia, la madre di Gaia Von Freymann, Gabriella Saracino, nella puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera, ha detto “Non credo che il carcere italiano sia rieducativo, non invoco il carcere per Pietro ma deve esserci una sorta di punizione, deve capire cosa ha fatto”.

Pietro Genovese, infatti, è libero dal 21 ottobre dopo un anno e 7 mesi agli arresti domiciliari. Il Tribunale di Sorveglianza non si è ancora espresso in merito alle modalità in cui il ragazzo dovrà scontare la pena residua di circa 3 anni e 7 mesi. “Non ho nessun senso di vendetta ma solo un senso di giustizia, anch’io credo nel recupero, questo ragazzo avrebbe bisogno di una sorta di punizione, perché capisca quello che ha fatto“.

Ma, continua,  “il fatto che non abbia scritto di suo pugno neanche una lettera di scuse né a me né alla mamma di Camilla significa che non si è reso conto”. Gabriella Saracino ha poi voluto ricordare che “A maggio del 2020 abbiamo saputo che i vicini di casa di Genovese hanno chiamato i carabinieri per schiamazzi, perché aveva organizzato un festino mentre era ai domiciliari. Vuol dire che non ha interiorizzato, non ha avuto modo di percepire quello che ha combinato. E la famiglia ha le sue colpe. Per questo Pietro lo vorrei avere qui per dargli una carezza, a noi ha fatto pena, ma i genitori avrebbero dovuto capire che aveva dei problemi, perché questo omicidio poteva non avvenire”.

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