mercoledì, 8 Dicembre 2021

Ddl Zan, la discussione torna in Senato. Letta: “Si trovi un’intesa”

Una delegazione del Pd guidata dal Alessandro Zan, nelle prossime ore incontrerà le diverse forze politiche per discutere il DDL contro l'omotransfobia.

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Come riferiscono alcune fonti parlamentari di centrosinistra, una delegazione del Pd guidata dal Alessandro Zan, nelle prossime ore incontrerà le diverse forze politiche per discutere il Decreto che vorrebbe contrastare la discriminazione e la violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Gli incontri si terranno in Senato, iniziando con le forze di maggioranza, per poi passare a tutti gli altri gruppi di palazzo Madama.

Anche Italia Viva comunica che domani alle 17 si confronterà in Senato con i capigruppo di maggioranza per cercare un’intesa sullo stesso tema.

Più decisa la posizione del PD che, tramite il suo Vicepresidente, Franco Mirabelli, fa sapere di essere aperto a “modifiche non sostanziali”, ma non a stravolgimenti: “Abbiamo vissuto una lunga fase in cui ci sono state forze politiche che hanno cercato di evitare che il testo arrivasse in aula, proponendo centinaia di audizioni e migliaia di emendamenti. Non è certo la legge Zan che introduce il concetto di identità di genere, contenuto già in sentenze della Corte costituzionale e in atti del ministero della Giustizia. Francamente non mi pare questo il problema. Con Zan nella sua interlocuzione con le forze politiche e noi in aula al Senato valuteremo quali possono essere i temi su cui può essere possibile trovare convergenze per allargare la maggioranza al fine di approvare il testo al più presto”.

Dello stessa posizione è il Segretario del Pd, Enrico Letta, che durante il programma televisivo Che Tempo Che Fa ha affermato che chiederà ad Alessandro Zan di “fare un’esplorazione con le altre forze politiche per capire le condizioni che possano portare a un’approvazione del testo rapida”. Come Mirabelli, Letta ha dichiarato di essere aperto a delle modifiche, “purché non siano cose fondamentali, sostanziali”.

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