venerdì, 22 Ottobre 2021

Green pass, sui tamponi il Governo sceglie la linea della fermezza. Salta limite 48 ore per i controlli

Nessun passo indietro sulla richiesta di ridurre i prezzi dei tamponi per i lavoratori non vaccinati. I sindacati avevano auspicato di spostarne il costo sulle imprese, chiedendo il potenziamento del meccanismo della compensazione del credito d'imposta.

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Salta il limite delle 48 ore di anticipo entro cui chiedere la verifica del Green Pass al lavoro e si allarga la platea degli enti preposti agli stessi controlli, coinvolgendo anche gli enti bilaterali. È questo, in sintesi, il risultato dell’incontro fra sindacati e Governo sull’entrata in vigore del DM che obbliga i lavoratori a possedere il Green Pass per potersi recare al lavoro a partire da domani. Un obbligo che interessa sia il settore pubblico che quello privato.

È Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a commentare gli accordi raggiunti con il Governo questa mattina, al termine dell’incontro. Sul limite delle 48 ore, in sostanza, i datori di lavoro, pubblici o privati, potranno chiedere in anticipo la verifica del certificato in base alle esigenze organizzative. Nessun passo indietro da parte del Governo, invece, rispetto alla richiesta dei sindacati di ridurre i prezzi dei tamponi per i dipendenti non vaccinati. I sindacati avevano auspicato di spostarne il costo sulle imprese, chiedendo al Governo di potenziare il meccanismo della compensazione del credito d’imposta.

Inoltre, Landini afferma che, la prossima settimana, si terrà un incontro con il ministro Orlando sui temi della formazione e della prevenzione degli infortuni.

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