domenica, 17 Ottobre 2021

Caso Genovese, interrogato dai pm: “Ero schiavo della droga, non ho percepito dissenso”

I Pm potrebbero richiedere il rinvio a giudizio, anche se l'imprenditore potrebbe invece scegliere di essere giudicato con rito abbreviato.

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Schiavo della droga“, avrebbe agito sotto il suo effetto e senza riscontrare “particolare dissenso” da parte delle donne con cui faceva sesso, anch’esse alterate dalle sostanze. Queste le nuove dichiarazioni di Alberto Genovese, l’imprenditore del web, a cui, nel luglio 2020, è stato notificata l’accusa di aver stuprato una 18enne nel suo appartamento di Milano, e una 23enne a Ibiza. Le violenze, sono state commesse durante l’anno scorso e in entrambi casi dopo aver drogato le due vittime. Oggi è stato interrogato dai pm, presentando la stessa linea difensiva.

L’imprenditore, dopo essere stato trasferito in carcere il 6 novembre dell’anno scorso, si trova da due mesi ai domiciliari in una struttura in provincia di Varese per disintossicarsi. I pm Rosaria Stagnaro, Paola Filippini e Letizia Mannella potrebbero richiedere il rinvio a giudizio, anche se l’imprenditore potrebbe invece scegliere di essere giudicato con rito abbreviato, che gli consentirebbe così lo sconto di un terzo della pena.

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